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1 luglio 2015

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Gli esami non finiscono mai!

...sì, perché quando l'esame di maturità è ormai solo un episodio lontano (ma anche il soggetto di un incubo ricorrente;), quando il ricordo degli esami all'università sfuma in una nebbiolina che colora tutto di "passato" (soprattutto se, come me, avete studiato archeologia;) e l'esame per la patente... (...ah, no, io la patente non l'ho mai presa, quindi questo esempio non lo posso fare) ...vabbé, comunque, quando pensate di aver passato l'età delle verifiche,  resta, inesorabile, la "prova costume" a confermare la validità del detto popolare!

Ormai l'estate è cominciata (...probabilmente ve ne siete accorti da soli, ma lo ripeto soprattutto per punzecchiare la mia indolente forza di volontà, che sistematicamente mi fa arrivare impreparata a questo esame annuale), oggi è il 1° luglio e tradizionalmente il primo del mese, non ve lo devo certo spiegare, è, assieme al lunedì, il giorno ideale per la messa in atto dei "buoni propositi" (né più né meno come il 2 del mese ed i martedì sono quelli perfetti per farli naufragare:/), quindi non ci sono più scuse: da oggi comincia la DIETA!!!

Ovviamente, se non avessi aspettato l'ultimo momento, potrei seguire un rassicurante "regime alimentare equilibrato" che nel giro di SOLI 6 mesi mi farebbe perdere quei 3-4 chili di lardo di Colonnata che mi cingono affettuosamente il punto vita, ma dati i tempi ristretti non mi resterà invece che ricominciare quella che, per noi "ultimomomentisti", è l'unica possibilità, se non di fare un figurone col costume da bagno, almeno di non essere utilizzati come "sfollagente" umano: la dieta Dukan (...lo pòssino!).

Francamente quando seguo questa dieta mi passa ogni fantasia di cucinare e finisco per limitarmi a mangiare affettati magri (schifosissimi), formaggi con lo 0% di grassi (ed il 100% di disgusto) e tonno in scatola al naturale (...ed ho detto tutto!), l'unico (U-N-I-C-O) momento in cui, durante le mie giornate "Dukan", le mie papille non si sentono offese nel loro essere "papille GUSTATIVE" è quello in cui addento il pane alle crusche.
Ecco, quello mi piace! ...e così tanto che ogni volta mi riprometto che continuerò a farlo anche quando non sarò più a dieta (...seeeeee!)

PANE ALLE CRUSCHE

Pane Dukan alle crusche

dose per 16 panini (=2 al giorno durante la "crociera"):
200 gr di crusca d'avena
56 gr di crusca di frumento
160 gr di amido di mais
40 gr di semi di lino
1 bustina di lievito istantaneo
400 gr di fiocchi di latte
320 gr di albume

Procedimento (foto): accendere il forno a 180°.

Tritate velocemente i semi di lino (le lame non devono scaldarsi troppo).
Il una grande ciotola, mescolare gli ingredienti secchi, poi unire i fiocchi di latte e l’albume ottenendo un composto abbastanza sodo (se risultasse troppo liquido, far riposare un po’ perché la crusca assorba l’eccesso di liquido).
Rovesciare il composto sulla leccarda coperta con un foglio di carta forno, ottenendo un rettangolo di 34 x 30 cm.
Livellare la superficie con una spatola, “appiattendo” un po’ la parte centrale, così che in cottura non si sollevi troppo rispetto ai bordi.
Cuocere per 15/20 minuti, poi far sfreddare e dividere in 16 rettangoli.
Tostare sotto il grill da entrambi i lati.
NB: è possibile surgelare quelli che non si intendono mangiare subito, e, al momento di consumare, togliere dal freezer 2 panini e abbrustolirli sotto il grill per qualche minuto.

VERSIONE AL MICROONDE

Dosi per 2 panini (= 1 porzione)
25 gr di crusca d'avena (=2 cucchiai, dose per la “crociera”, nella 3^ fase aumentare a 2 cucchiai e 1/2)
7 gr di crusca di frumento (1 cucchiaio)
20 gr di amido di mais (1 cucchiaio)
1/2 cucchiaino di lievito istantaneo
50 gr di fiocchi di latte
40-50 gr di albume (aumentare o diminuire in rapporto alla quantità di crusca usata)

Procedimento (foto): mescolare gli ingredienti secchi, poi unire i fiocchi di latte e l’albume ottenendo un composto abbastanza sodo (se risultasse troppo liquido, far riposare un po’ perché la crusca assorba l’eccesso di liquido).
Dividere il composto in 2 stampini rettangolari di silicone di 4 cm x 10, livellare col dorso di un cucchiaino e formare una specie di "solco" al centro (così lievitando non si gonfieranno tanto e non formeranno una "gobba" troppo pronunciata: risulteranno 2 panini di spessore regolare, al centro ed ai lati).
Pane Dukan alle crusche
Mettere nel micro alla massima potenza per 2 minuti e ½, poi toglierli dallo stampo e abbrustolirli sotto il grill su entrambi i lati.
Risultano due panini croccanti fuori e morbidi dentro, i fiocchi di latte si sciolgono in cottura e lasciano dei "fori" che imitano l'alveolatura del pane lievitato.
Il sapore della crosta ricorda quello del riso soffiato, per questo, per aumentare la percentuale della crosta rispetto alla mollica, è meglio dividere il composto in due stampi piuttosto che fare un panino unico più alto.
Pane Dukan alle crusche

26 marzo 2015

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Il pane carasau di Barbie!

Devo ammettere che la realizzazione del pane carasau nel forno di casa ha rappresentato solo un episodio isolato nella mia "carriera" culinaria... troppo impegnativo per i miei standard!
Al contrario questo mini-carasau cotto in padella è un appuntamento ricorrente nella mia cucina: i dischi di pasta di diametro inferiore e più spessi sono decisamente di più facile realizzazione (facile come fare una piadina;) e "gestione" e la cottura in padella consente di trasformare i dischi in "palloni" (..."palloncini", in realtà:) con molte più garanzie di successo rispetto al forno elettrico.

Quindi non avete scuse: cominciate ad impastare ed a scaldare la padella!;)

PANE CARASAU "MIGNON" COTTO IN PADELLA

Pane carasau cotto in padella

Ingredienti per 12 dischi: per 20 dischi: per 30 dischi:
acqua 180 gr 300 gr 450 gr
lievito di birra* 5-10 gr 8,5-15 gr 12,5-25 gr
semola rimacinata 300 gr 500 gr 750 gr
sale 6 gr 10 gr 15 gr
*usar la quantità massima di lievito in inverno o se comunque la temperatura ambiente è bassa, quella minima se fa caldo

Procedimento (foto): sciogliere il lievito nell’acqua, unire la farina e impastare per qualche minuto, poi unire il sale.
Lavorare l’impasto per 15-20 minuti, sino a che sarà liscio ed elastico.
Pane carasau cotto in padella

Senza lasciar lievitare, dividere l’impasto in porzioni di circa 40 gr, formare delle palline e tenerle coperte perché la superficie non si secchi.
Appena formate le palline (non devono lievitare), cominciare a stenderle in dischi di circa 13-14 cm, poggiarli su della carta forno insemolata, insemolare anche la parte superiore, coprire con un foglio di plastica o con un telo.
Far lievitare i dischi sino al raddoppio (circa 1,30/2 ore).
 Pane carasau cotto in padella

Scaldare una padella antiaderente senza nessun condimento sul fornello medio, a fiamma alta, e poggiarci il primo disco di pasta.
Attendere che il disco si gonfi bene poi rigirare con una paletta (eventualmente premere con la paletta la “bolla” d’aria per farla allargare).
Pane carasau cotto in padella

Togliere il disco gonfio dal fuoco non appena sarà cotto da entrambi i lati e, prima che si sfreddi, spaccarlo a metà facendo attenzione al vapore interno.
Pane carasau cotto in padella
A questo punto potete biscottare le sfoglie nel forno per farle indurire, ottenendo un pane carasau vero e proprio, ma in miniatura (...un "pane carasau di Barbie", appunto;), oppure saltare questo passaggio e limitarvi ad imbottire questa specie di versione sarda delle "pite" con il ripieno che preferite:p
Pane carasau cotto in padella

21 marzo 2015

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Pane carasau (o "pistoccu") cotto nel forno di casa

Il testo che segue è un "reperto archeologico", visto che è la versione integrale di un post che avevo scritto nel 2006 (!!!) su Cookaround e poi rielaborato (...diciamo"scarnificato";) quando ho lasciato quel forum, ma data la faticaccia che mi era costata fare (...e fotografare ...e descrivere) il "pistoccu" mi sembra giusto trovare un po' di spazio anche sul mio blog a questa versione ogliastrina del "pane carasau" ...

Pistoccu cotto nel forno di casa


Pane carasau fatto nel forno di casa = mission impossible?

Vi dimostrerò il contrario! ...o meglio, come per la pizza, il pane carasau (o “pistoccu”) fatto nel forno elettrico è ...un parente più o meno lontano dell’originale fatto nel forno a legna, però se ci si vuole togliere lo sfizio di provare a farlo… premetto che mi azzardo a farlo solo ora che mi sono comprata la piastra refrattaria e che per il riscaldamento di questa e del forno mi sono attenuta ai suggerimenti presenti nella discussione sulla pizza napoletana.

Ingredienti: 
1 kg di semola rimacinata  (in realtà si dovrebbe usare una miscela di semola e semolato in percentuali che non conosco, nei mulini sardi basta andare al mulino, chiedere della "farina per pane carasau" e te la preparano, ma in alternativa va bene anche la sola semola rimacinata) 
altri 200/300 gr della stessa farina per lavorare le sfoglie 
1 gr/ 1,5 gr di lievito di birra 
20 gr di sale 
500/600 gr d’acqua 

Procedimento (foto): mettere la farina in una grande ciotola, unire il lievito sciolto in poca acqua, versare a poco a poco l’acqua tiepida, impastare gli ingredienti come per una pizza, unire il sale (la mia “maestra” il sale lo scioglie nell’acqua che usa per impastare, lei va ad occhio e poi assaggia l’acqua, ma siccome io mi fido più della bilancia che delle mie papille gustative il sale lo peso e lo metto tutto in una volta). 

Trasferire la massa sulla spianatoia e lavorarla sino ad ottenere un impasto liscio (non si deve più sentire la “sabbia”) ed elastico… (20 minuti – ½ ora). 

Formare un cilindro con l’impasto, tagliarlo in pezzi (io ne ho fatto 8 ma possono essere di più o di meno a seconda di quanto si vogliono fare grandi e spessi i dischi… l’importante è che i pezzi siano il più possibile uguali), ricavarne delle pagnotte e metterle in un contenitore al caldo coprendole per evitare che la pasta si secchi in superficie. 
Pistoccu cotto nel forno di casa

SENZA FARLE LIEVITARE (è importante: non devono esserci bollicine sennò le sfoglie non risulteranno lisce e omogenee come devono essere) riprendere le pagnotte una ad una e lavorandole col matterello ricavare dei dischi più o meno sottili, ma di spessore uniforme, e di forma circolare, il più possibile regolare. 

SPIEGAZIONE DOVEROSA: il pane carasau viene fatto più o meno sottile a seconda dell’uso: è più spesso quello che deve accompagnare portate di carne o che si intende bagnare, più fine quello che accompagna piatti meno sostanziosi, finissimo quello da “sgranocchiare”. Ovviamente farlo più sottile richiede più tempo, condizioni di lievitazione e cottura ottimali e… un’esperienza che in pochi hanno (manco a dirlo io non sono tra questi), ma il pane carasau più grosso non è da disprezzare, anzi, in commercio se ne trova di così grosso che ci si rischia di spezzare un dente eppure… va a ruba! …io (OVVIAMENTE) farò un pane carasau NON TROPPO SOTTILE, più facile da lavorare e con maggiori garanzie di riuscita…

Disporre i dischi via via che si ottengono tra strati di strofinacci di cotone ben infarinati (infarinare anche il lato superiore del disco prima di coprire), avvolgere il tutto prima con un panno di lana (o una coperta), poi con un telo di plastica (o infilare il tutto in una busta di plastica molto grande) e lasciar lievitare per 1 o 2 ore (dipende dalla stagione o comunque dalla temperatura della stanza). Nel maneggiare i dischi di pasta, in tutte le fasi, evitare di tirare la pasta o deformarla con le dita, per spostarli dalla spianatoia al telo, o poi dal telo alla pala (o qualsiasi cosa di arrangiato si usi per infornare) rovesciarli prima sul dorso di una mano e poi farci scivolare sotto il dorso dell’altra mano… non so come spiegarlo… 

Intanto scaldare il forno e la lastra refrattaria alla temperatura massima (io l’ho fatto scaldare per 45 minuti con la lastra in alto, poi ho acceso il grill e dopo una decina di minuti ho spostato la lastra nel penultimo ripiano perché le sfoglie avessero lo spazio sufficiente per gonfiarsi senza toccare la resistenza superiore), quindi infornare i dischi uno alla volta e sperare che si gonfino come palloni! (...scusate la semola bruciata sulla piastra ...ma non volevo dover cambiare il mio nickname in "Muzio"...aspetterò che il forno si freddi per le pulizie...) 
Pistoccu cotto nel forno di casa

Se questo succede vuol dire che siete stati bravi e che avete ottenuto una lievitazione perfetta e allora, orgogliosi, appena la sfoglia si è gonfiata toglietela dal forno e (attenti agli sbuffi roventi di vapore) mentre il “pallone” è ancora caldo spaccatelo in due con un coltello (un po’ come fareste con un panino per imbottirlo), sovrapponete le due sfoglie ottenute su un vassoio, con la parte ruvida verso l’alto, coprite con un telo, poi mettete sopra un altro vassoio e dei pesi per schiacciarle. 

Infornate gli altri dischi di pasta e procedete nello stesso modo. 

Lasciate che le sfoglie messe sotto i pesi si freddino (resteranno comunque morbide), poi infilatele una alla volta sotto il grill (ormai la lastra refrattaria non serve più) e biscottatele facendole dorare a piacimento. Avete fatto il pane carasau! Bravi! 

Pistoccu cotto nel forno di casa

…se invece (come è capitato a me) la lievitazione non sarà stata perfetta, le sfoglie una volta messe in forno non si gonfieranno come dovrebbero… bhe, voi non scoraggiatevi… potete ancora ottenere un pane carasau “presentabile”… magari non in una tavolata di sardi abituati al pane fatto in casa da generazioni, ma a dei “continentali” di sicuro! 

..allora… fate attenzione… siete davanti al forno e guardate la sfoglia cuocere.. cominciano a formarsi delle bolle sulla superficie che diventano sempre più grosse… che si uniscono tra di loro e si sollevano e poi …BASTA… ecco, APPENA vedete che la sfoglia non si gonfia più (…maledicetela col pensiero e) toglietela subito dal forno. 

Mentre è calda, con l’aiuto del coltello tagliate i bordi nei punti in cui la sfoglia si è gonfiata e …tirate le due sfoglie per separarle. È più complicato, ma non è impossibile, a patto che non si sia lasciata troppo in forno o che non la si lasci freddare. Impilate le sfoglie e una volta fredde biscottatele come spiegato sopra… facendo finta di niente! 
Pistoccu cotto nel forno di casa


...sono sfinita ...ma non so se mi ha stancato di più FARE il pane o RACCONTARLO...

28 febbraio 2015

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(Simil) piadine sfogliate (all'olio d'oliva)

...se cercate la ricetta della piadina romagnola "ortodossa", passate oltre!;) 
O meglio, la divertentissima tecnica del nodo per ottenere la sfogliatura l'ho copiata dal web ed immagino che sia tradizionale, ma la "pappetta" di olio e farina non credo proprio si sia mai vista in Romagna!
Quella, modestia a parte, è una mia idea;) , nata dalla volontà, da un lato, di evitare lo strutto, dall'altro, di dare all'olio una consistenza più ..."gestibile" di quella che ha in natura.
Beh, il risultato mi è piaciuto talmente tanto che da allora la piadina "strutto-free" è diventata la MIA piadina!:D 

Piadine sfogliate all'olio
Ingredienti per 3 piadine:
225 gr di farina 0
7 gr di sale (un cucchiaino non proprio colmo)
la punta di un cucchiaino di lievito istantaneo
100-120 gr di acqua
15 gr di olio exravergine d'oliva (2 cucchiai)

per sfogliare:
9 gr di olio exravergine d'oliva (3 cucchiaini)
9 gr di farina (1 cucchiaino colmo)

Procedimento (foto): mescolare la farina col sale e il lievito. 
Unire l’acqua ed impastare, poi aggiungere l’olio ed impastare ancora. 
Dividere l'impasto in 3 palline e farle riposare coperte a temperatura ambiente per circa mezzora. 

Mescolare olio e farina per ottenere una “pappetta” che servirà a sfogliare. 
Stendere la prima pallina (tenere coperte le altre), spalmare sulla superficie il composto di olio e farina, lasciando libero il bordo, ed arrotolare formando un “cannolo”.
Pressare con le dita le due estremità per sigillarle, poi "annodare"il cilindro di pasta. 
Far riposare coperto per un'altra mezzora, poi appiattire un po' il "nodo" con le mani e, usando un mattarello, stenderlo in un disco sottile, del diametro di circa 28 cm.
Infarinare su entrambi i lati i dischi ottenuti e poggiarli tra fogli di cartaforno. 

Piadine sfogliate all'olio

Mettere un disco di pasta su una padella ben calda, lasciando gonfiare la piadina e premendo con una paletta contro il fondo della padella, in modo che le "bolle" d'aria si allarghino.
Una volta cotte su entrambi i lati tutte le piadine, impilarle e poi scaldarle velocemente sulla padella via via che si mangiano (...non ho idea se questa seconda scottatura sia presente o meno nella ricetta "DOC", ma in questo modo, oltre a mangiarle tutte ben calde, le piadine risultano morbide, ma allo stesso tempo leggermente tostate all'esterno:p ).
Piadine sfogliate all'olio

12 febbraio 2013

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Buono come il pane!

Non è colpa mia.
Ho seguito per mesi la dieta Dukan, che, per chi non lo sapesse, è una dieta iperproteica in cui per settimane e settimane non vedi (e non mangi) altro che fettine di prosciutto cotto super-magro, surimi, fiocchi di latte, fromage blanc (lo chiamano con un nome francese per confonderti, così pensi sia formaggio spalmabile e te lo mangi ed invece ...è stucco!) e ...albume (che mangi per rifarti la bocca dopo il fromage blanc, per dire!:x).
Quindi non dovete biasimarmi per questo profluvio di carboidrati: ho da rimuovere un trauma!;)

Se la ricetta di questo pane vi suonerà un tantino familiare, non preoccupatevi, non state avendo un déjà vu (provocato dal fromage blanc!;), è la stessa del post precedente
Infatti, come dicevo in quel post, la consistenza della "pizza croccante in teglia" in qualche modo mi ricorda quella del pane, per cui ho pensato di provare ad usare lo stesso impasto per fare un pane basso, con poca mollica, e siccome è venuto proprio buono buono buono, ho pensato di rendervi partecipi!;)

PANE "INSEMOLATO"

Ingredienti:
5 gr lievito di birra
240 gr di acqua
120 gr di semola rimacinata (i risultati migliori li ho con quella "Carrefour", prodotta da "Molino Chiavazza")
120 gr di farina 00
60 gr farina manitoba
8 gr di sale
15 gr d’olio

Procedimento (foto): in una ciotola sciogliere il lievito nell’acqua.
Unire tutta la semola rimacinata ed amalgamare per sciogliere i grumi, coprire con la restante farina fatta cadere “a pioggia” e lasciar riposare senza mescolare per circa un’ora.
Trascorso questo tempo, quando nella farina saranno evidenti delle "crepe" da cui affiora "ribollendo" il composto di semola, lievito e acqua, mescolare con un cucchiaio, poi aggiungere l’olio ed il sale e mescolare ancora per un paio di minuti.
Ammassare l’impasto con una spatola sul fondo della ciotola, coprire con un coperchio e far lievitare per circa un’ora o comunque sino al raddoppio.
Spolverizzare abbondantemente un tappetino di silicone con della semola, poi rovesciarvi sopra metà dell'impasto e fare una piega “a 3” per 2 volte, ruotando l’impasto di 90° dopo la prima piegatura.
Allargare l’impasto ed arrotolarlo su se stesso, poi allungarlo con delicatezza e poggiarlo su un vassoio coperto con un foglio di cartaforno spolverizzato di semola.
Procedere nello stesso modo con l'impasto restante, spolverizzare generosamente le due forme di pane ottenute con della semola sulla parte superiore e far lievitare ancora per un'ora-un'ora e 1/2, coprendo con un foglio di plastica.
Accendere il forno al 250°.
Quando il forno sarà ben caldo, infornare nell’ultimo binario in basso per 5 minuti, poi infornare per 8-10 minuti sul secondo binario in alto (sempre con funzione “forno”, non “grill”), coprendo con della stagnola negli ultimi 5 minuti.

NB: il procedimento è identico a quello della pizza, manca solo la fase della stesura dell'impasto e la successiva lievitazione (quindi per il pane si fanno 3 lievitazioni, invece di 4) e c'é qualche differenza nella cottura (solo 5 minuti, invece di 10, nel ripiano più basso ed il resto della cottura NON nell'ultimo binario in alto, ma nel PENULTIMO, un po' più lontano dalla resistenza superiore).

Pane insemolato

NB2: ...se poi preferite ottenere dei panini, insemolate generosamente la cartaforno in cui mettete a lievitare i 2 filoncini di pane (quando voglio ottenere i panini, li "allungo" formando dei cilindri di circa 40 cm) e, immediatamente prima di infornarli, tagliate l'impasto e "arrotondate" le forme ottenute (qui foto esplicative;)

Panini insemolati

..ed ecco il pane "corretto" con l'aggiunta di qualche proteina, per una dieta ben bilanciata;)

...se poi voleste "stuccare" tutti questi buchi con del fromage blanc, fate pure ...io continuo a mangiarlo con lo speck! :p

6 gennaio 2013

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C'è un ferrarese in sala?

Immaginate di aver letto un giorno, per caso, su un forum di cucina (a caso;) il post di qualcuno che cercava "disperatamente" (testuale!) la ricetta della "ricciolina".

Immaginate che la descrivesse come un pane sfogliato in superficie e compatto ma morbido all'interno e che aggiungesse anche una foto esplicativa

Immaginate che nel su(non)ccitato forum, ricco di utenti che pure in genere la sanno lunga, tutti cascassero dal pero e nessuno conoscesse la ricetta di questo pane, ma che si arrivasse alla conclusione che NON fosse fatto di pasta sfoglia o, almeno, non di SOLA sfoglia.

Immaginate di aver spulciato il web alla ricerca di notizie al riguardo (l'utente "disperato" aveva già precisato di non aver trovato niente in rete, ma ...immaginate di essere un po' presuntuosi e di aver pensato che INVECE VOI le avreste trovate...)

Immaginate di esservi INVECE sbagliati sulle vostre capacità di ricerca e di non aver trovato molto di più di quanto avesse già trovato l'utente "rivalutato".

Immaginate di aver trovato solo il sito di una pasticceria di Ferrara in cui (ovviamente) non c'é la ricetta delle ricciole, ma almeno si lasciano scappare che sono fatte di pasta pane e pasta sfoglia al 30% (eureka!).

Immaginate che quindi, perfezionando la chiave di ricerca ("ricciole ferraresi"), abbiate scoperto che a Ferrara si produce anche questo pane


(evidentemente in quella città hanno la passione per gli "intorcinamenti";), che ha lo stesso nome ma che è fatto con "normale" impasto da pane.

Immaginate che, anche se questa "omonimia" ha complicato la vostra ricerca (già complicata dall'esistenza del noto pesce, così invadente che se digitate "ricetta ricciola" vi troverete circondati da squame;), abbiate però trovato questo post di una simpatica blogger vietnamita che vive in Italia, che dà una dettagliata spiegazione di quelle che, secondo lei, sono le dosi ed il procedimento per ottenere le ricciole "misteriose".

Immaginate che abbiate provato a realizzarle seguendo perfettamente questa versione, in cui la pasta pane e la pasta sfoglia sono lavorate insieme utilizzando la tecnica delle "pieghe a 3", ma che il risultato (buonissimo!) non corrispondesse PERFETTAMENTE alla descrizione (sfogliate FUORI, morbide DENTRO) che vi aveva fatto nascere la "fittonata" delle ricciole.

Immaginate di aver pensato che la soluzione dovesse essere più semplice e che, dopo aver avuto un colpo di genio (esagerata autostima mode on!), vi siate messe a realizzare le

RÌCCIOLE (o RICCIOLINE) FERRARESI

con queste dosi (quelle di "cooking practice", con l'aggiunta di un po' di burro):


140 gr latte tiepido
15 gr lievito di birra fresco
3 gr di zucchero (1 cucchiaino colmo)
350 gr di farina
60-70 gr d’acqua
1 pizzico di sale
35 gr di burro morbido
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare di 250 gr (per rispettare il rapporto 70% pasta pane, 30% sfoglia)

e con questo procedimento (immaginate che qui ci siano le foto;):

Sciogliere il lievito nel latte con lo zucchero.
Aggiungere la farina ed il sale ed impastare, unendo quanta acqua serve ad ottenere un impasto non troppo morbido.
Aggiungere il burro morbido ed impastare sino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Fare una palla, metterla in una ciotola coperta con pellicola trasparente e lasciare lievitare fino al raddoppio (circa 1h e 30).
Quando la pasta è lievitata, sgonfiarla e ri-impastarla e lasciarla riposare 10-15 minuti.
Srotolare un rotolo di pasta sfoglia pronta su una superficie e stendere la pasta di pane in un rettangolo delle dimensioni della sfoglia.
Sovrapporre la pasta di pane sulla sfoglia, facendo coincidere i bordi.
Tagliare a strisce larghe 2 cm, lasciar lievitare coperto per circa 15 minuti, poi arrotolare un paio di volte su se stessa ogni striscia, facendo in modo che la pasta sfoglia resti sempre all'esterno, poi chiuderla ad anello.

Nebulizzare con un po’ d’acqua e cospargere di sale grosso e (volendo) di rosmarino tritato.
Cuocere a 180° per circa 20 minuti, comunque sino a quando le ricciole saranno dorate.

Immaginate che vi siano sembrate non solo buonissime, ma anche finalmente PERFETTAMENTE rispondenti alla descrizione dell'utente "disperato"
 
Ecco, immaginate tutto questo e capirete perché mi piacerebbe proprio tanto sapere se c'è tra voi un/una ferrarese, che magari ha sotto casa un tipico panificio ferrarese straripante di ricciole ferraresi, che mi possa dire se queste che ho prodotto io ALMENO somigliano all'originale!;)

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