1 marzo 2015

0

Stroopwafels

Ho la "fissa" degli attrezzi da cucina.
Li adoro e non riesco a resistere: se vedo un aggeggio che non ho (...una specie in via d'estinzione, perché ormai li ho quasi tutti;), lo devo comprare!
Ci sono periodi in cui cerco di impormi un po' di autodisciplina e mi dico "...devo comprare SOLO cose che mi sono indispensabili!", ma poi baro con me stessa e quando mi faccio mentalmente la solenne domanda "..ma questa cosa ti serve VERAMENTE?" invariabilmente rispondo con un convintissimo "SI!".
Il risultato è che la mia cucina, ma ormai un po' tutta la casa, è piena di carabattole di ogni tipo e dimensione, che saltano fuori da cassetti, stipetti e scaffali ...e che, naturalmente, non uso quasi mai!
Ogni tanto mi dico che dovrei fare una cernita ed eliminare quelli più improbabili per fare un po' di spazio (...un po' di spazio per nuove cianfrusaglie, ovviamente!:D ), ma in fondo so che non riuscirei a separarmene, quindi ogni repulisti si trasforma in un'occasione per fare solo un po' d'ordine, magari per riporre in uno scatolone gli attrezzi più ingombranti e inutili. Così però finisco per non ricordare più neanche io cosa ho e cosa non ho e allora mi capita di comprare dei doppioni o di imbattermi in oggetti che avevo dimenticato di avere e rivederli quasi mi commuove! 

...però devo dire che a volte la mia mania ha degli inaspettati risvolti positivi, del tipo che, mentre vago per il web alla ricerca di chissà quale ricetta, se mi imbatto in un biscotto olandese dall'aspetto buonissimo, composto da due wafel ripieni di crema al caramello, invece di dirmi rassegnata "...beh, dovrò andare sino in Olanda per assaggiarne uno:/ " mi posso dire "...ehi, ma la cialdiera per fare dei wafel come questi IO CE L'HO!!!!" (...da qualche parte;) )

STROOPWAFELS

Stroopwafels

Ingredienti per i wafels:
250 gr di farina 00
 50 gr zucchero bianco
125 gr di burro
¼ di cucchiaino di cannella
1 uovo grande
10 gr di lievito di birra
1 cucchiaio d'acqua

per il ripieno:
160 gr di zucchero di canna
160 gr di sciroppo di mais
40 gr di burro
½ di cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale
30 gr di nocciole tritate (facoltative)

Procedimento (foto): sciogliere il lievito in un cucchiaio d'acqua tiepida. 
Sbriciolare il burro nella farina. Aggiungere lo zucchero, la cannella, l'uovo e la miscela di lievito e acqua. Mescolare bene e mettere da parte a lievitare per 30/60 minuti. 

Preriscaldare la cialdiera alla temperatura massima. 
Dividere la pasta in 20 palline, schiacciare ogni pallina nella cialdiera (non schiacciare con troppa energia, il diametro dovrà essere di circa 11 cm) e cuocere per circa 30 secondi (se le cialde tendessero a scurirsi troppo, ridurre un po' la temperatura). 
Mentre è ancora caldo, ritagliare il wafel con un coppapasta tondo di 9,5 cm di diametro, poi con un coltello affilato tagliarlo a metà, ottenendo due dischi da ogni wafel (procedere con un wafel alla volta, perché sfreddandosi diventano più friabili e tendono a sbriciolarsi). 

Preparare di ripieno: in una casseruola far bollire lo zucchero di canna e lo sciroppo di mais, fino a raggiungere i 112°-115°. Togliere dal fuoco ed unire il burro, la cannella ed il sale, mescolando sinché il burro non sarà sciolto, quindi rimettere sul fuoco e riportare a 112° circa, mescolando energicamente per emulsionare burro e caramello.
A questo punto, se si utilizzano, mescolare le nocciole tritate. 

Spalmare mezza cialda con un cucchiaino di ripieno e chiudere con l’altra metà, pressando bene.
Servire lo stroopwafel appoggiato su una tazza fumante di caffè o tè, in modo che il ripieno si ammorbidisca. 
Stroopwafels

28 febbraio 2015

0

(Simil) piadine sfogliate (all'olio d'oliva)

...se cercate la ricetta della piadina romagnola "ortodossa", passate oltre!;) 
O meglio, la divertentissima tecnica del nodo per ottenere la sfogliatura l'ho copiata dal web ed immagino che sia tradizionale, ma la "pappetta" di olio e farina non credo proprio si sia mai vista in Romagna!
Quella, modestia a parte, è una mia idea;) , nata dalla volontà, da un lato, di evitare lo strutto, dall'altro, di dare all'olio una consistenza più ..."gestibile" di quella che ha in natura.
Beh, il risultato mi è piaciuto talmente tanto che da allora la piadina "strutto-free" è diventata la MIA piadina!:D 

Piadine sfogliate all'olio
Ingredienti per 3 piadine:
225 gr di farina 0
7 gr di sale (un cucchiaino non proprio colmo)
la punta di un cucchiaino di lievito istantaneo
100-120 gr di acqua
15 gr di olio exravergine d'oliva (2 cucchiai)

per sfogliare:
9 gr di olio exravergine d'oliva (3 cucchiaini)
9 gr di farina (1 cucchiaino colmo)

Procedimento (foto): mescolare la farina col sale e il lievito. 
Unire l’acqua ed impastare, poi aggiungere l’olio ed impastare ancora. 
Dividere l'impasto in 3 palline e farle riposare coperte a temperatura ambiente per circa mezzora. 

Mescolare olio e farina per ottenere una “pappetta” che servirà a sfogliare. 
Stendere la prima pallina (tenere coperte le altre), spalmare sulla superficie il composto di olio e farina, lasciando libero il bordo, ed arrotolare formando un “cannolo”.
Pressare con le dita le due estremità per sigillarle, poi "annodare"il cilindro di pasta. 
Far riposare coperto per un'altra mezzora, poi appiattire un po' il "nodo" con le mani e, usando un mattarello, stenderlo in un disco sottile, del diametro di circa 28 cm.
Infarinare su entrambi i lati i dischi ottenuti e poggiarli tra fogli di cartaforno. 

Piadine sfogliate all'olio

Mettere un disco di pasta su una padella ben calda, lasciando gonfiare la piadina e premendo con una paletta contro il fondo della padella, in modo che le "bolle" d'aria si allarghino.
Una volta cotte su entrambi i lati tutte le piadine, impilarle e poi scaldarle velocemente sulla padella via via che si mangiano (...non ho idea se questa seconda scottatura sia presente o meno nella ricetta "DOC", ma in questo modo, oltre a mangiarle tutte ben calde, le piadine risultano morbide, ma allo stesso tempo leggermente tostate all'esterno:p ).
Piadine sfogliate all'olio

23 febbraio 2015

2

Fainé (o Farinata di ceci)


Ingredienti per una teglia di 28 cm di diametro:
200 gr di farina di ceci
600 gr d’acqua
1 cucchiaino colmo di sale
2 cucchiai d’olio

Preparazione (foto): mettere la farina in una ciotola capiente e unire poco alla volta l’acqua, mescolando fino ad ottenere un composto liquido, senza grumi (se si dovessero formare, frullare con il minipimer).
Far riposare in frigorifero per almeno 3 ore.
Eliminare l’eventuale schiuma formatasi in superficie.
Aggiungere il sale e mescolare.

COTTURA AL MICROONDE
Far scaldare il piatto crisp (Ø 28) vuoto, usando la funzione crisp, per 3 minuti. 
Toglierlo dal micro, versarci l’olio e poi il composto di farina di ceci, mescolando per amalgamare un po’ l’olio (a contatto con la teglia calda, il composto tenderà a solidificare, come quando si fa una frittata). 
Rimettere nel forno e far cuocere con funzione crisp per 10 minuti. 
Spostare il piatto crisp sulla griglia in modo da avvicinarlo al grill e cuocere per 4-5 minuti con la funzione grill. 

COTTURA IN FORNO TRADIZIONALE 
Scaldare il forno a 220°. 
Versare l’olio in una teglia di 28 cm di diametro, poi unire il composto di ceci e mescolare un po’ con un cucchiaio di legno. 
Far cuocere per circa mezz'ora, fino a quando la fainé non risulterà di un bel colore dorato, poi mettere per qualche minuto sotto il grill, fino a quando la superficie sarà un po' abbrustolita. 
Fainé (Farinata di ceci)

Una volta pronta, cospargere la superficie con del pepe macinato al momento, tagliare la fainé in rombi e servirla calda.

20 febbraio 2015

0

...parla come mangi!

- ...ti piace?
- hmm... proprio buono questo pollo al limone!
- È "pollo al limone e zenzero", ricetta di Luxiedda
- ...zenzero? ...ma non avevi detto che lo zenzero non ti piaceva?
- Ho cambiato idea...
- Dicevi che sapeva di saponetta...
- ...eh, ma ORA ho cambiato idea!
- Dicevi "sembra di mordere una saponetta Camay"
- (boccaccia mia!) ...appunto, MORDERE lo zenzero evidentemente non è "cosa buona e giusta", ma usato per cucinare mi piace... poi anche tu concordavi sul retrogusto Camay eppure ora mi hai appena detto che nel pollo ti piace ...o non ti piace più?
- ..no, no ...è buonissimo!
- ...
- forse...
- "forse" che?
- ...dovresti usare un po' meno zenzero..
- Lo sapevo! Ne avrò usato sì e no un centimetro cubo! ...solo che ORA che sai che c'è lo zenzero, IMPROVVISAMENTE sa TROPPO di zenzero, PRIMA era "humm ...proprio buono!"
- ...ma E' buono! ...però SECONDO ME ci andrebbe UN PO' meno zenzero...

Da allora la percentuale di zenzero nel mio "pollo al limone e zenzero" si è andata via via riducendo, tanto che ora il nome più appropriato della ricetta sarebbe "pollo al limone e ...e ...e lo zenzero?"

Provateci voi, con un marito così poco incline agli ingredienti esotici a cimentarvi nella cucina etnica!

...vabbé ...non è SOLO colpa sua se le mie ricette esotiche sono così poco ortodosse ...è che io mi muovo più a mio agio in terreni conosciuti e che quindi, davanti a procedimenti un po' troppo complicati e "strani", tendo a "normalizzare" ed a semplificare, evito accostamenti di sapori che giudico troppo azzardati o elimino del tutto ingredienti che so a priori essere TROPPO esotici per essere reperiti nella periferia dell'impero in cui vivo (oltre agli "ingredienti TROPPO esotici" c'è poi la categoria - odiosissima - degli "ingredienti PROPRIO burloni", quelli che compaiono e scompaiono a loro piacimento dagli scaffali dei negozi con questa regola: compaiono in quantità esagerata quando assolutamente non ti servono, scompaiono se hai finalmente deciso di preparare la pietanza che li prevede :x ) ...insomma, alla fine le mie ricette "etniche" assomigliano solo VAGAMENTE agli originali: un messicano stenterebbe a riconoscere i MIEI "burritos", un cinese davanti ai MIEI "involtini primavera" direbbe "...che loba è?" e chissà cosa penserebbe un turco, mentre fuma e bestemmia, dei MIEI "borek"!

Eh, mi sa che chiamare "etnica" questa cucina è un po' azzardato ..potrei definirla "fusion" ...forse, meglio, "CONfusion"! ;D

oopss... quasi quasi dimenticavo il motivo di questo post: tutto questo preambolo per dirvi che, per la serie "senza vergogna", ho intenzione di cominciare a postare le MIE ricette "esotiche"... sperando che questo non comprometta irrimediabilmente le nostre relazioni internazionali!;)

POLLO LIMONE E ZENZERO
Pollo limone e zenzero
1 petto di pollo
1 limone
1 o 2 spicchi d’aglio
1 pezzo di zenzero
½ cucchiaino di maizena
2 cucchiai d’olio
sale
peperoncino (facoltativo)

Procedimento (foto): lavare il limone e dalla buccia ricavare delle scorzette col rigalimoni, poi spremerlo e conservarne il succo.
Sbucciare lo zenzero e tagliarlo a julienne.
Sciogliere la maizena in mezzo bicchiere d’acqua fredda.
Tagliare il petto di pollo a pezzi grandi come una noce.

In una padella antiaderente versare l’olio, l’aglio intero inciso a metà, un po’ delle scorze di limone e dei pezzetti di zenzero ed il peperoncino (se si usa). Rosolare per un minuto circa, poi eliminare l’aglio e versare l’olio e gli aromi in una ciotolina (servirà in seguito, in alternativa, scaldare l’olio con l’aglio e gli aromi in una ciotolina nel microonde alla massima potenza per 1 minuto).

Asciugare la padella con un pezzo di scottex (se resta dell’olio, il pollo cuocendo schizza troppo) e farla scaldare bene, poi metterci i pezzi di pollo, le restanti scorze di limone (lasciarne un po’ per la presentazione del piatto) e lo zenzero, facendo cuocere a fiamma alta, senza girare troppo spesso, in modo che il pollo prenda un bel colore caramellato.

Salare, poi versare il succo di limone sul pollo e farlo evaporare mescolando.
Versare nella padella la maizena sciolta nell’acqua e l’olio aromatizzato e mescolare per far emulsionare, facendo sobbollire per qualche secondo perché il sughetto si addensi.
Impiattare e cospargere con le scorzette lasciate da parte.

16 febbraio 2015

0

Coda di rospo alla catalana

Coda di rospo alla catalana
Ingredienti per 4 persone:
700 gr di polpa di pesce (pesata senza pelle e tagliata in tranci alti 2 dita)
olio extravergine d’oliva
succo di ½ limone
circa 15 pomodorini ciliegino
½ cipolla
sale - pepe

Per Il court-bouillon:
1 carota
½ limone
½ cipolla piccola 
1 gambo di sedano
1 foglia grande di alloro (o 2 piccole)
1 mazzetto prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai di aceto di vino bianco
10 grani di pepe
sale

Preparazione (foto): mettere gli ingredienti per il court-bouillon in un tegame con abbondante acqua e lasciate bollire coperto per 20 di minuti.
Eliminare le verdure, alzare la fiamma al massimo.

Buttare nell’acqua bollente i tranci di pesce (se i tranci hanno residui di pelle, inciderla in più punti perché non deformi la polpa, restringendosi in cottura).
Far cuocere per circa 5 minuti (calcolati da quando si buttano i tranci, non dalla ripresa del bollore), poi scolare e far intiepidire.

Mentre il pesce è ancora caldo, eliminare la lisca ed i residui di pelle e dividerlo in bocconi.
Condire col succo di limone, abbondante olio, un po’ di sale e la cipolla affettata.
Mettere in frigo per qualche ora (anche una notte intera), coprendo il contenitore con della pellicola. 
Poco prima di servire, aggiungere i pomodorini tagliati a metà, regolare di sale ed olio e pepare.
Coda di rospo alla catalana

8 febbraio 2015

2

Torta Pinguì (una torta terribilmente noiosa!)

Ho visto per la prima volta una foto di questo dolce su facebook (per l’esattezza una mia amica mi ci ha “taggato”, sfidandomi a riprodurlo;) e quello che mi ha colpito, oltre l’aspetto invitantissimo, è stata la striscia netta di nutella tra i due strati di panna. Ho aperto il link, più per capire come avessero fatto ad infilare uno strato di nutella così regolare là in mezzo, che perché davvero intenzionata a riprodurla. Però la ricetta non faceva alcuna menzione a quello strato intermedio, quindi ho capito che QUELLA foto e QUELLA ricetta in realtà vivevano in due dimensioni parallele e che non si erano mai incontrate. Ma se QUELLA foto, con QUELLO strato perfetto di nutella, esisteva, da qualche parte nel web doveva esserci anche la ricetta che ne spiegava l’arcano!
L’ho già detto: le idee, nella mia mente, tendono a diventare “fittonate”, quindi i giorni seguenti sono stati esclusivamente dedicati alla ricerca della soluzione de “Il mistero dello strato nutelloso intermedio della torta Pinguì”!
Non c'è voluto molto a realizzare che il tasso di millantatrici tra le foodblogger è drammaticamente alto e direttamente proporzionale alla loro fantasia o alla faccia di bronzo: la foto (QUELLA o altre simili, ma tutte con lo strato di nutella PERFETTO tra candidi strati di soffice panna montata) faceva bella mostra di sé in cima al post, ma la ricetta dava indicazioni tipo “fate cadere col cucchiaino della nutella sulla panna” o addirittura un fantascientifico “…spalmate la nutella sullo strato di panna..” o.O…
Pensa che ti ripensa, ho avuto una folgorazione su come potesse ottenersi quello strato di nutella così regolare e sono partita in quarta a preparare questa che, vi avviso, è la torta più noiosa che si possa mai realizzare (…poi non dite che non ve l’avevo detto ): disegna un rettangolo, spalma la nutella, metti in freezer, disegna altri 2 rettangoli, monta e mescola, spalma metà composto, spalma l’altra metà, metti in forno, togli dal forno, spalmaci sopra la nutella, metti in frigo, togli dal frigo, monta la panna, spalma la panna, togli il foglio di nutella dal freezer, poggialo sulla panna, stacca il foglio (velocemente, mi raccomando, se per caso squilla il telefono in quel momento, ignoratelo, o la nutella si ammorbidirà e verrà via col foglio …nel caso, no panic! lasciate il foglio con la nutella sulla torta e rimettete per un quarto d’ora in freezer tutto l’ambaradan) …dicevamo:  monta l’altra panna, spalmala sulla nutella, poggia l’altra base, sciogli il cioccolato, versalo sul dolce, spalmalo… UN INCUBO!!
Non vi sorprenderà quindi se, tolto lo sfizio di verificare la perfetta funzionalità dell’ideona per ottenere un sottile e perfetto strato di nutella in mezzo al dolce (“autostima a 1.000” mode-on), 
ho pensato “…questa è la prima ed ultima volta che ti faccio, “Torta Pinguì”!” ed ho quasi sperato che ai miei amici (convocati in massa, viste le dimensioni della torta) questo dolce non piacesse… ed invece? Avete presente l’espressione “quando il diavolo ci mette la coda…”? Lo hanno A-D-O-R-A-T-O! Hanno deciso all’unanimità che era il dolce più buono che io avessi mai fatto e da allora la noiosissima “Torta Pinguì” è diventata (malgrado me) il mio cavallo da battaglia!
 
Torta Pinguì

Ingredienti per un dolce di circa 24x28 cm
per le basi:
4 uova
160g di zucchero
120g di farina
1 pizzico di sale
80g di burro morbido
20g di cacao amaro
½ bustina di lievito

per il ripieno:
400g di panna da montare
2 cucchiaini colmi di zucchero
400g di nutella
4 gr di colla di pesce (facoltativa)

per la copertura: 
100 gr di cioccolato fondente
33 gr di burro
33 gr di panna (o latte)

Procedimento (foto):
Tracciare su 2 fogli di cartaforno 2 rettangoli di 26x30cm.
Dividere i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve, aggiungendo metà dello zucchero, un cucchiaio alla volta, sino ad ottenere un composto fermo e lucido. Mettere da parte.
Montare i tuorli con lo zucchero restante e il sale sino a che saranno belli spumosi, poi aggiungere il burro morbido, il cacao, la farina ed il lievito setacciato.

Scaldare il forno a 180°.
Aggiungere gli albumi al composto di tuorli e farina, mescolando delicatamente con una spatola per non smontare il composto.
Versare sulla cartaforno metà dell’impasto e stenderlo con una spatola nelle dimensioni del rettangolo tracciato. Procedere nello stesso modo con l’altra metà
dell’impasto.
Far scivolare i fogli su 2 teglie, infornare una base alla volta e cuocerle entrambe per circa 8-10 minuti.

Tracciare su un foglio di cartaforno un rettangolo di 26x30 cm, spalmarci sopra 150 gr di nutella, poi poggiare su una superficie piana (una teglia o un foglio di compensato) e mettere in freezer.

Dopo aver sfornato le due basi, farle intiepidire, poi spalmarle entrambe sul lato superiore (lasciare il lato inferiore attaccato alla cartaforno) con 125 di nutella ciascuna. Una volta fredde, metterle in frigo per far indurire la nutella.

Comporre il dolce: staccare la cartaforno da una delle basi di pandispagna e poggiarla, con lo strato di nutella verso l’alto, su un vassoio di cartone ricoperto da un foglio pulito di cartaforno.
Se si usa la colla di pesce, mettere i fogli ammollo in una ciotola piena di acqua fredda per 10 minuti, sino a che saranno morbidi, poi far sciogliere un foglio alla volta (nel microonde per pochi secondi o in un pentolino) assieme ad un cucchiaio di panna.
Montare 200 gr di panna dopo aver aggiunto un cucchiaino di zucchero. Quando sarà montata, unire a filo la colla di pesce intiepidita (non aspettare diventi fredda, sennò tenderà ad indurirsi) e frullare ancora brevemente (non più di 5-6 secondi). Stendere la panna sulla base, sopra lo strato di nutella.

Togliere il foglio di cartaforno con la nutella dal freezer, poggiando il lato con la nutella sulla panna, poi VELOCEMENTE staccare il foglio di carta.
Montare gli altri 200 gr di panna con un cucchiaino di zucchero, unire la restante colla di pesce, e stenderla sul “foglio” di nutella.
Togliere la seconda base dal frigo e poggiarla sul dolce con lo strato di nutella a contatto con lo stato di panna, poi rimuovere la cartaforno.

Preparare la copertura: mettere in una ciotola di vetro il cioccolato spezzettato, il burro e la panna (o il latte) e scaldare in microonde per 30 secondi alla massima potenza. Mescolare e far scaldare ancora se serve, sino a che il composto sarà ben caldo. Mescolare sino ad ottenere un composto fluido. (in alternativa, scaldare in un pentolino su fiamma bassa, mescolando di continuo).
Versare il cioccolato sopra il dolce, stendendolo con una spatola su tutta la parte superiore, poi mettere in frigorifero per qualche ora (per velocizzare si può mettere in freezer per circa un'ora) e, quando il dolce sarà sufficientemente sodo, ritagliare i bordi per renderli più regolari e tagliare in porzioni.


Torta pinguì

...che noia, che barba!;)

4 febbraio 2015

0

Lasagne ai carciofi

dosi per 6-8 persone (2 vaschette d’alluminio da 1 litro = 12x21 cm):
8 carciofi
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
dado vegetale q.b.
50 gr di burro (o metà burro e metà olio di semi)
50 gr di farina (35 se si preferisce una besciamella più liquida)
½ litro di latte
1 pizzico di sale
noce moscata q.b.
15-16 lasagne secche*
200 gr di mozzarella
80 gr di parmigiano grattugiato

Preparazione (foto): pulire i carciofi e metterli in una ciotola con acqua e limone perché non si anneriscano.
Scaldare l’olio in una padella e rosolarci l’aglio tagliato a metà, avendo cura di non farlo bruciare.
Tagliare i carciofi a fettine sottili e metterli nella padella con l’aglio, unire un po’ di dado vegetale, una tazzina d’acqua e chiudere col coperchio. Cuocere per circa 15-20 minuti, mescolando ogni tanto.

Mentre i carciofi cuociono, preparate la besciamella: mettete in un pentolino il burro, fatelo sciogliere e aggiungete la farina setacciata ed un generoso pizzico di sale, facendo cuocere il tutto per qualche minuto, mescolando continuamente ed evitando di far prendere colore o di far attaccare.
Aggiungete poco alla volta il latte caldo mescolando il tutto con una spatolao un cucchiaio di legno.
Fate cuocere la besciamella a fiamma bassa per qualche minuto (non dovrà addensarsi troppo, ma restare abbastanza fluida), poi togliete dal fuoco, regolate di sale e aggiungete un pizzico di noce moscata.

Una volta pronti carciofi e besciamella fate preriscaldare il forno a 200° ed iniziate ad comporre le lasagne: stendete un paio di cucchiai di besciamella sul fondo della teglia e coprite il fondo con la pasta, coprite con altra besciamella, delle fettine di mozzarella e qualche cucchiaiata di carciofi.
Coprire il tutto con altra pasta e procedete nello stesso modo per realizzare 4 strati di pasta, finendo con besciamella e mozzarella.
Spolverizzate la lasagna con abbondante parmigiano reggiano grattugiato e mettete il tutto in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti (30 se messa a forno freddo), controllando ogni tanto la cottura con la lama di un coltello (infilatela in modo da raggiungere il centro e poi sfilatela subito: la lasagna è cotta quando la lama risulterà bollente).
Far gratinare bene la superficie e togliere dal forno.
Lasciar riposare le lasagne per 10 minuti prima di servirle.
Lasagne ai carciofi
*io non lesso mai prima la pasta, la metto sempre secca nella lasagna, sia che le istruzioni sulla confezione lo suggeriscano, sia che non lo specifichino, ed a fine la cottura risulta al dente, se le sfoglie fossero particolarmente spesse o si preferisce la pasta più cotta, ridurre la quantità di farina della besciamella, in modo da avere una salsa più fluida.

Blog Widget by LinkWithin