30 gennaio 2012

1

Seppie alla "Walker"

...normali "seppie al sugo", che c'entri Walker lo capirete solo vivendo;)

Ingredienti per 2 persone:
1 marito
2 o 3 seppie (dipende dalle dimensioni e dall'appetito)
olio
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 barattolo di pomodorini
sale
prezzemolo
peperoncino

...se poi non avete le seppie potete usare i calamari, se non vi piace l'aglio potete ometterlo, se le preferite "in bianco" potete eliminare i pomodori ...insomma, è una ricetta molto versatile, l'unico ingrediente dal quale non si può prescindere è il marito!
...o almeno per me! Io infatti sono assolutamente incapace di pulire le seppie (e, per coerenza, anche i calamari) ...tipo: so che ad un certo punto salta fuori un sacchetto di inchiostro ed un "osso", ma non ho l'idea precisa di "quando" e "da dove" ...ammetto che forse, con un po' di buona volontà potrei imparare, ma avendo a disposizione un marito dotato di infinita pazienza e perizia, perché non dovrei sfruttarlo? ("ottimizzare le risorse umane", direbbe un manager, "pigrizia" dice mio marito)

Procedimento: indirizzate vostro marito verso il lavello in cui avrete fatto lo sforzo di depositare il contenitore con le seppie da pulire, dotatelo di guanti in lattice e di strofinaccio, sintonizzate la TV su un canale in cui diano l'ennesima replica di "Walker Texas Ranger" (grazie a questo escamotage vostro marito pulirà le seppie con molta minore riluttanza, specie perché avrete l'accortezza di risparmiargli il tradizionale mantra "..ma come cavolo fai a guardare questa ca**ta? ...ma ti pare credibile che una tizia così carina possa essere la fidanzata di un simile obbrobrio? ...ma come fa ad atteggiarsi a "figo" con quel taglio di capelli ...e quel colore!!"), allontanatevi, lasciando agire vostro marito e ...Walker. Trascorso un ragionevole lasso di tempo rientrate in cucina, spegnete la TV o cambiate canale (a vostro marito che si lamenta per il fatto che non gli fate vedere il finale fate presente che tanto tutti gli episodi finiscono allo stesso modo: Walker + fidanzata improbabile + Trivet che ridono davanti ad una birra nel locale di C.D. ..e che "visto uno, visti tutti"), mettete un po' d'olio nella pentola a pressione, unite uno spicchio d'aglio tritato e fate soffriggere. Tagliate le seppie a striscioline ed mettetele nella pentola, fatele insaporire un po', poi sfumate col vino, unite i pomodori, il prezzemolo tritato, il sale ed un po' di peperoncino. Unite un bicchiere d'acqua, chiudete la pentola e lasciate cuocere per circa 20 minuti dal fischio.
A cottura ultimata, verificate la quantità di liquido e, se occorre, fate restringere a pentola scoperta.
Servite con delle fette di pane abbrustolito ed una manciata di prezzemolo tritato.

PS: vabbè, in virtù del fatto che ha fatto il lavoro più rognoso, avrei potuto "intitolarle" a mio marito queste seppie, ma sapete come sono chiamate nel cagliaritano le persone con i capelli rossi? "Conca 'e bagna" ("testa di sugo"), quindi, vista la somiglianza, non potevo non dedicarle a Walker...

eh? ...che figo!;D

11 giugno 2011

17 marzo 2011

5

TANTI AUGURI!!!

(foto rubata qui;)

29 ottobre 2010

21

beh... che c'è da guardare?

...il fatto di avere gli occhi di un delizioso verde "ciliegia candita" non ti autorizza a fissarmi con disapprovazione dal tuo piattino insanguinato ogni volta che apro il frigorifero!


Seguono dettagli... (per ora, buon Halloween a tutti!)


Aggiornamento di lunedì 1° novembre: Eccomi qua! Aggiungiamo un po' di parole a questo post tutt'occhi! (...occhi di Marty Feldman, mi ha giustamente suggerito Susanna su FB;) ).

Come la mia amica Aitina può confermare, sto dietro alla realizzazione di questi bulbi da oltre un anno (...il che la dice lunga su quali pensieri profondi occupino le mie giornate;D), ma le idee che mi venivano in mente per realizzarli non mi convincevano del tutto...

Volevo dei bulbi che fossero:

a) sufficientemente realistici (insomma, che si capisse che volevano assomigliare a degli occhi ...il massimo della delusione sarebbe stato che qualcuno li scambiasse per delle polpette un po' pallide;) )

b) discretamente impressionanti

...mmm ...aspetta ...c'era un'altra condizione...

ah, sì...

c) BUONI;)


Il punto fermo per realizzare il bulbo era l'idea dei simil-Raffaello (della cui ricetta è pieno il web), ma per l'iride? ..."smarties"? "golia"? ...e dentro il bulbo mettere un ripieno? e cosa? una mandorla ...un cubetto di wafer? ...e poi lucidarli o no col gel?

(eh? visto quanti dubbi? ...un anno per risolverli mi sembra un tempo ragionevole;D )

Poi qualche giorno fa, mentre facevo il mio settimanale "inventario" degli articoli per dolciumi al supermercato, ho visto le ciliegie candite.
Era un'idea che mi era già venuta in passato, ma che avevo scartato perché le ciliegie candite sono forse l'unica cosa dolce che non mi piace, TROPPO dolci e stucchevoli persino per me ...ma più le guardavo, più mi sembrava che, da dentro il barattolo, LORO guardassero ME con sguardo vitreo...
Ho pensato: "...perfette!"


BULBI OCULARI (con una fastidiosa congiuntivite ...ma non è il loro problema maggiore;) )

Ingredienti per 13 bulbi:
100 gr. di cioccolato bianco
50 gr. di panna
1 cucchiaino di vaniglia
50 gr. di cocco grattugiato
ciliegie candite rosse e verdi
topping alla fragola o amarena
colorante alimentare rosso (io ho usato quello in gel, diluendolo con qualche goccia d'acqua)

Procedimento (foto): fondere a bagnomaria (o nel micro a 750W per 30’’) il cioccolato, unire la panna NON montata, il cocco e la vaniglia. Amalgamare bene il tutto e mettere in frigo sinché il composto non sarà morbido e malleabile (2-3 ore).
Prendere circa 15 gr di impasto e metterci sopra una ciliegia candita. Appallottolare, formando una “polpetta”, in modo che parte della ciliegia sia visibile, a simulare l’iride.
Mettere in frigo per un’ora perché il cioccolato si rassodi, poi incidere la superficie con la punta di uno spillo sporcato di colorante rosso, per disegnare le venuzze.
Mettere del topping rosso sul fondo di un piatto e poggiarci sopra i bulbi.

...beh, devo ammettere che, "inglobate" in un "Raffaello", le ciliegie candite non sono niente male!:p

31 agosto 2010

7

excusatio non petita...

Ieri in libreria mi sono imbattuta in questo...
e poi in questo...
...e mi sono detta "...ma Federico Moccia, invece di ostinarsi a chiedere scusa, non può semplicemente SMETTERE DI SCRIVERE?!?"




PS: ...SCUSATE per la prolungata assenza dal blog! (...agghhhh ...non è che 'sto Moccia è pure contagioso! :D )

27 maggio 2010

21

Ridi, ridi...

...che mamma ha fatto i (...i?!?) gnocchi!

...beh, direi che si è fatta l'ora di riaprire questo blog in disarmo e cosa c'è di meglio per festeggiare l'evento del piatto che il detto popolare associa all'allegria? (..non è che capisca bene il senso della frase, ma oggi non sono in vena di contestare la "saggezza popolare";D )

A pensarci bene, la facilità e la rapidità di realizzazione di questo piatto (postato da Daniela59 su Cook) è tale che, se non una risata, almeno un sorriso carico di soddisfazione lo strappa di sicuro!

GNOCCHI DI RICOTTA E PESTO*


*l'aggiunta del pesto nasce dal fatto che mentre prendevo la ricotta in frigo, ho scorto un vasetto dimenticato dal quale 2 dita di pesto mi guardavano con l'aria di chi supplica "mangiami o buttami!". "ok, vada per 'mangiami' ", ho pensato clemente.

Ingredienti per 2 persone affamate:
250 gr di ricotta
2 cucchiaini di pesto (più 3-4 foglie sminuzzate di basilico fresco*)
1 pizzico di sale
90 gr di farina
30 gr di parmigiano grattugiato (opzionale ...nel senso che io me ne sono dimenticata ...eh, la lista degli ingredienti era TROPPO lunga!;D )

Procedimento (foto): usando un colino, sgocchiolare la ricotta dall'eventuale liquido, poi mescolarla agli altri ingredienti usando un cucchiaio.
Far cadere sulla spianatoia infarinata una cucchiaiata di impasto e, con l'aiuto di poca farina, modellarlo per formare un cordoncino grosso un dito.
Tagliarlo a tocchetti e "strisciare" i tocchetti ottenuti sull'apposito attrezzo per formare gli gnocchi (l'impasto è molto morbido, ma non si hanno problemi ad ottenere degli gnocchi come dio comanda).
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolare via via che vengono a galla.

*ho dovuto aggiungerlo per ottenere un impasto almeno VAGAMENTE verde. Perché il pesto "dimenticato" si è rivelato scarsamente collaborativo: "mangiami, mangiami", ma se poi gli chiedi "colorami" quello fa lo gnorri...

Fatti gli gnocchi, non restava che pensare al condimento...

mmmm...

profumo di basilico...

mumble...

mumble mumble...

EUREKA! ...pomodoro ciliegino saltato in padella!

(vi chiederete come mi vengano in mente accostamenti così bizzarri! ...non so, la mia sfrenata creatività sorprende me per prima!;D)

26 marzo 2010

13

...non si butta via nulla!

Una cosa che mi ha sempre stupito di mio marito, che non mostra mai grande interesse per la preparazione dei cibi (quando il cibo medesimo è nel piatto, il suo interesse di solito aumenta notevolmente;-) ), è la capacità di ricordarsi con precisione l'esecuzione dei piatti della sua infanzia: seguendo le sue sole indicazioni sono riuscita ad ottenere degli ottimi "ravioli di ricotta" alla gallurese (con la scorza d'arancia) o delle fantastiche "cozze ripiene gratinate".

Ma quando mi ha spiegato come sua madre (la Marianna del post precedente, che io non ho conosciuto) preparava le fave fresche, ho pensato che la sua memoria vacillasse...

- ...mia madre le cucinava con la buccia!
- ...la "pellicina"?
- No, con tutto il "baccello"...
- ...eh?!? ...ma va'!
- ...ti giuro! ...ed erano B-U-O-N-I-S-S-I-M-E!
- Ti confondi con le taccole!
- No che non mi confondo: erano fave e le cucinava tutte intere!

Un dubbio mi è venuto: in effetti, se è vero che durante la guerra si guardava con un certo interesse la buccia delle patate, perché si sarebbe dovuta buttare quella molto più polposa delle fave fresche? (Precisazione: mio marito è "post-bellico" ;D , ma la "formazione culinaria" di mia suocera è avvenuta in quel contesto).
Però ero certa che nel passaggio dal "commestibili" al "B-U-O-N-I-S-S-I-M-E" fosse intervenuta la nostalgia per l'infanzia e, giusto per dimostrare questa tesi, io che ADORO le fave fresche cucinate in modo tradizionale, ho deciso di sacrificare la prima produzione del nostro orto a questo esperimento...


FAVE FRESCHE "non si butta via nulla"

800 gr di fave fresche biologiche (ovviamente!)
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
olio
sale

Preparazione (foto): lavare bene le fave con tutta la buccia, scolarle, spuntarle e tagliarle a pezzi (questa è stata una mia innovazione, Marianna le lasciava intere, ma così è molto più comodo mescolarle ed avere una cottura uniforme ...anche se Michele dice che il bello era proprio che alla fine alcune fave erano completamente sfatte, mentre altre erano al dente... fate un po' voi ;-) ).
In un tegame largo, scaldare abbondante olio con l'aglio tagliato a grossi pezzi, unire le fave e far soffriggere mescolando spesso.
Salare, unire il prezzemolo tritato, mezzo bicchiere d'acqua, coprire il tegame e cuocere sinché le fave saranno tenere, unendo poca acqua alla volta, se serve.
Terminare la cottura a fiamma vivace col tegame scoperto, sinché il fondo di cottura sarà della quantità desiderata.

La nostalgia dell'infanzia non c'entra...


sono BUONE tiepide...


B-U-O-N-I-S-S-I-M-E fredde!

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