31 agosto 2010

7

excusatio non petita...

Ieri in libreria mi sono imbattuta in questo...
e poi in questo...
...e mi sono detta "...ma Federico Moccia, invece di ostinarsi a chiedere scusa, non può semplicemente SMETTERE DI SCRIVERE?!?"




PS: ...SCUSATE per la prolungata assenza dal blog! (...agghhhh ...non è che 'sto Moccia è pure contagioso! :D )

27 maggio 2010

21

Ridi, ridi...

...che mamma ha fatto gli gnocchi!

...beh, direi che si è fatta l'ora di riaprire questo blog in disarmo e cosa c'è di meglio per festeggiare l'evento del piatto che il detto popolare associa all'allegria? (..non è che capisca bene il senso della frase, ma oggi non sono in vena di contestare la "saggezza popolare";D )

A pensarci bene, la facilità e la rapidità di realizzazione di questo piatto (postato da Daniela59 su Cook) è tale che, se non una risata, almeno un sorriso carico di soddisfazione lo strappa di sicuro!

GNOCCHI DI RICOTTA E PESTO*


*l'aggiunta del pesto nasce dal fatto che mentre prendevo la ricotta in frigo, ho scorto un vasetto dimenticato dal quale 2 dita di pesto mi guardavano con l'aria di chi supplica "mangiami o buttami!". "ok, vada per 'mangiami' ", ho pensato clemente.

Ingredienti per 2 persone affamate:
250 gr di ricotta
2 cucchiaini di pesto (più 3-4 foglie sminuzzate di basilico fresco*)
1 pizzico di sale
90 gr di farina
30 gr di parmigiano grattugiato (opzionale ...nel senso che io me ne sono dimenticata ...eh, la lista degli ingredienti era TROPPO lunga!;D )

Procedimento (foto): usando un colino, sgocciolare la ricotta dall'eventuale liquido, poi mescolarla agli altri ingredienti usando un cucchiaio.
Far cadere sulla spianatoia infarinata una cucchiaiata di impasto e, con l'aiuto di poca farina, modellarlo per formare un cordoncino grosso un dito.
Tagliarlo a tocchetti e "strisciare" i tocchetti ottenuti sull'apposito attrezzo per formare gli gnocchi (l'impasto è molto morbido, ma non si hanno problemi ad ottenere degli gnocchi come dio comanda).
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolare via via che vengono a galla.

*ho dovuto aggiungerlo per ottenere un impasto almeno VAGAMENTE verde. Perché il pesto "dimenticato" si è rivelato scarsamente collaborativo: "mangiami, mangiami", ma se poi gli chiedi "colorami" quello fa lo gnorri...

Fatti gli gnocchi, non restava che pensare al condimento...

mmmm...

profumo di basilico...

mumble...

mumble mumble...

EUREKA! ...pomodoro ciliegino saltato in padella!

(vi chiederete come mi vengano in mente accostamenti così bizzarri! ...non so, la mia sfrenata creatività sorprende me per prima!;D)

26 marzo 2010

11

...non si butta via nulla!

Una cosa che mi ha sempre stupito di mio marito, che non mostra mai grande interesse per la preparazione dei cibi (quando il cibo medesimo è nel piatto, il suo interesse di solito aumenta notevolmente;-) ), è la capacità di ricordarsi con precisione l'esecuzione dei piatti della sua infanzia: seguendo le sue sole indicazioni sono riuscita ad ottenere degli ottimi "ravioli di ricotta" alla gallurese (con la scorza d'arancia) o delle fantastiche "cozze ripiene gratinate".

Ma quando mi ha spiegato come sua madre (la Marianna del post precedente, che io non ho conosciuto) preparava le fave fresche, ho pensato che la sua memoria vacillasse...

- ...mia madre le cucinava con la buccia!
- ...la "pellicina"?
- No, con tutto il "baccello"...
- ...eh?!? ...ma va'!
- ...ti giuro! ...ed erano B-U-O-N-I-S-S-I-M-E!
- Ti confondi con le taccole!
- No che non mi confondo: erano fave e le cucinava tutte intere!

Un dubbio mi è venuto: in effetti, se è vero che durante la guerra si guardava con un certo interesse la buccia delle patate, perché si sarebbe dovuta buttare quella molto più polposa delle fave fresche? (Precisazione: mio marito è "post-bellico" ;D , ma la "formazione culinaria" di mia suocera è avvenuta in quel contesto).
Però ero certa che nel passaggio dal "commestibili" al "B-U-O-N-I-S-S-I-M-E" fosse intervenuta la nostalgia per l'infanzia e, giusto per dimostrare questa tesi, io che ADORO le fave fresche cucinate in modo tradizionale, ho deciso di sacrificare la prima produzione del nostro orto a questo esperimento...


FAVE FRESCHE "non si butta via nulla"

800 gr di fave fresche biologiche (ovviamente!)
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
olio
sale

Preparazione (foto): lavare bene le fave con tutta la buccia, scolarle, spuntarle e tagliarle a pezzi (questa è stata una mia innovazione, Marianna le lasciava intere, ma così è molto più comodo mescolarle ed avere una cottura uniforme ...anche se Michele dice che il bello era proprio che alla fine alcune fave erano completamente sfatte, mentre altre erano al dente... fate un po' voi ;-) ).
In un tegame largo, scaldare abbondante olio con l'aglio tagliato a grossi pezzi, unire le fave e far soffriggere mescolando spesso.
Salare, unire il prezzemolo tritato, mezzo bicchiere d'acqua, coprire il tegame e cuocere sinché le fave saranno tenere, unendo poca acqua alla volta, se serve.
Terminare la cottura a fiamma vivace col tegame scoperto, sinché il fondo di cottura sarà della quantità desiderata.

La nostalgia dell'infanzia non c'entra...


sono BUONE tiepide...


B-U-O-N-I-S-S-I-M-E fredde!

18 marzo 2010

24

Sposa bagnata, sposa fortunata... (la mia macchina del tempo)

- ...ma come vi siete conosciuti?
- Lei era la mia "madrina di guerra".
- ...eh?
- Ci scrivevamo mentre io ero nei Balcani.
- Ma la conosceva da prima?
- No, un commilitone di un paese vicino al mio mi aveva chiesto "...vuoi conoscere una ragazza?" e io "una BELLA ragazza?" e lui "BELLISSIMA!" e mi aveva dato il suo indirizzo.
- ...e cosa vi scrivevate, se non vi eravate mai visti?
- Ci siamo visti: ci siamo scambiati le foto...
- ..ed era bella?
- ...accipicchia! La Marianna era bellissima davvero...
- ...e allora, cosa vi scrivevate?
- ...mi raccontava quello che faceva lei, e io quello che facevo io...
- Poi lei è tornato dalla guerra e vi siete incontrati?
- Nooooo ...eh, ne è passato di tempo! Ti ho detto che quando ci scrivevamo ero nei Balcani, poi un giorno noi soldati ci siamo ritrovati senza gli ufficiali ...erano scappati tutti, accidenti a loro! ...e quindi noi non sapevamo cosa fare, dove andare ...e non avevamo niente da mangiare...
- ...e come avete fatto?
- Siamo tornati a piedi verso l'Italia, mangiavamo quello che trovavamo ...però è che non si trovava nulla ...una volta ci siamo mangiati delle olive, ma non erano mica mature ...acerbe erano! ...e amaaaaare! ...ma ce le siamo mangiate lo stesso ...e l'erba medica, quella quando la trovavamo ce ne riempivamo le tasche e la mangiavamo mentre camminavamo...
- ...perchè, è buona?
- ...buonaa? ...ERBA è!
- ...e poi?
- poi ci hanno trovato i tedeschi e ci hanno messo su un treno per portarci in Germania ...ma c'è stato un bombardamento e in parecchi siamo riusciti a scappare, ché sennò non ero qui a raccontartelo...
- Dove vi portavano? In un campo di concentramento o ai lavori forzati?
- ...mica ti spiegavano "...andiamo qui ...andiamo là.." ...sarà stato così, al campo di concentramento o a lavorare per loro ...in nessun posto buono, di sicuro!
- ...ed è allora che è andato con i partigiani?
- Si, anche lì, una faaameee! ...ed un freddo! Si gelava!
- Poi, finita la guerra, è tornato in Sardegna ed è andato a cercare Marianna...
- No ...non l'ho cercata, l'ho incontrata per caso ad una festa...
- ...tipo una festa del patrono?
- No, una festa così ...non avevamo niente da fare e facevamo delle feste, veniva gente dai paesi vicini e si ballava...
- ...e vi siete riconosciuti dalle foto..
- No, no ...erano passati degli anni! ...io l'ho invitata a ballare e mentre ballavamo si parlava "...di dove sei ...come ti chiami..." allora lei si è ricordata, mi ha detto "...ma tu sei Antonio, io ero la tua madrina di guerra!" ...allora mi sono ricordato anche io...
- ...e vi siete messi insieme!
- ...ehhhh! ...allora non si faceva mica così! Io ho detto a suo cugino che lei mi piaceva e di chiederle se anche lei mi voleva ...ma il cugino mi ha detto che lei non mi voleva...
- ...ma poi ha cambiato idea...
- No, no ...quello stronzo del cugino non le aveva mica detto niente a lei! ...Anna, la gente è cattiva!
- ...vabbè, tanto vi siete sposati nonostante il cugino stronzo ...ma dove vi siete sposati? ...e quando?
- A San Teodoro ...quando non mi ricordo ...l'anno era il '46, ma il mese non me lo ricordo ...forse a maggio ..mah ...però pioveva quel giorno, non forte, una pioggia leggera ma continua ...ed alla Marianna si è sciolto il vestito...
- ...slacciato?
- No, no ...proprio SCIOLTO ...era di carta...
- ...di CARTA? ...come di carta?
- Si, di carta ...non proprio carta di giornale ...era stoffa, ma era "stoffa autarchica".
- ...eh?
- Si: "stoffa autarchica"! E' che non c'era stoffa normale per via della guerra ...o magari c'era ma noi non si aveva mica i soldi per comprarla la stoffa buona e allora per farle il vestito la mamma le aveva comprato la "stoffa autarchica" ...praticamente la trama era in cotone, SCADENTE, l'ordito era un filato ancora più scadente, fatto con fibre della carta... ed infatti con la pioggia il vestito si è ridotto in brandelli...
- ...mai sentita 'sta "stoffa autarchica"...
- ...ma a vedersi non era mica brutta la stoffa, il vestito infatti era bello ...da asciutto ...eh, era brava la su' mamma ...la Marianna sembrava una principessa!
- E anche il suo vestito era di "stoffa autarchica"
- No, io avevo la divisa!
- Si è sposato "in alta uniforme"!;D
- No, non si vedeva più che era una divisa, la mamma della Marianna gli aveva tolto le tasche, l'aveva tinto di nero ...te l'ho detto che era brava ...ero molto elegante...
- ...chissà che belli che eravate! ...quanti anni avevate?
- Io 25 e la Marianna 19...



Antonio era mio suocero, è mancato alla fine di febbraio.
Negli ultimi mesi stava molto male. Spesso, quando andavamo a trovarlo, lo trovavamo debolissimo, pallido, col tubicino dell'ossigeno sotto al naso...
A vederlo, si strigeva il cuore ...ma noi conoscevamo il trucco per farlo stare (un pochino) meglio: farlo raccontare.
Cominciava con voce debole, poi la schiariva ed improvvisamente si rianimava, riprendeva colore, parlava via via con meno affanno finché il tubicino dell'ossigeno finiva per spostarlo sulla fronte "alta";) ("...Antonio, che fa? ...si ossigena i capelli?"), perché nel parlare gli faceva il solletico al naso.
"Anna, ti racconto un fatto..." e via con ricordi della sua infanzia o della giovinezza, alcuni già sentiti mille volte (ed ogni volta ascoltati simulando stupore finale;) ), altri nuovi e sorprendenti...
Perché se da un lato facevo tante domande proprio per spronarlo a parlare, dall'altro sentirlo raccontare era un vero piacere...
Era un testimone diretto di un mondo che davvero sembra lontano secoli dall'Italia di oggi. Lui era lì, davanti a me, come una specie di macchina del tempo interattiva a mia disposizione, bastava chiedere una precisazione per svoltare, prendere una direzione nuova e "vedere" cose inaspettate...

- ...ma in chiesa come siete andati?
- ...in carrozza! ...ahahah ...scherzo! ...a piedi, come vuoi che ci andassimo?
- Tutti assieme?
- "Tutti" ...io, la Marianna ...e un cane!
- ...ma quanta strada avete fatto?
- ...non molta ...non saranno stati neanche 20 chilometri...
- 20 chilometri?!? Avete fatto 20 chilometri a P I E D I?!? ...ci credo che il vestito di carta si è sciolto dopo 20 chilometri sotto la pioggia!
- ...già, la sua mamma ci è venuta incontro con una coperta per coprirla, quando l'ha vista arrivare...
- ...ma voi ridevate?
- Di cosa?
- ...del vestito che si scioglieva.
- ...e cosa c'era da ridere? Anzi, com'era arrabbiata la Marianna: il suo vestito da sposa non era durato neanche un giorno!


Quante cose mi sono rimaste da chiedergli ...chissà quante meraviglie nascoste nei suoi racconti mi sono persa per sempre per non aver fatto la domanda giusta..
Già, perchè nei racconti di Antonio si trovavano sempre delle perle nascoste...
Come quando mi ha raccontato del suo compagno d'armi...

- ...ci volevamo un bene! ...eravamo come fratelli! ..come mi piacerebbe rivederlo!
- ...ma era sardo?
- Si, di Guspini.
- Allora lo potrebbe andare a cercare...
- ...eh! ...chissà quanti "Sanna" ci sono a Guspini!
- ...in effetti, come cognome è molto diffuso:/ ...però magari cercando nell'elenco telefonico ...con lo stesso nome e cognome non ce ne saranno 3000 a Guspini! Come si chiamava il suo amico di nome?
- Diofèbo.
- ...comee?!?
- Diofèbo.
- ...ahahah...
- ...eh, si chiamava così, perché ridi?
- Antonio, ma allora è facilissimo! ...non so quanti "Diofèbi" ci siano al mondo, ma a Guspini di "Diofèbo Sanna" non credo proprio che ce ne siano altri!

...ed infatti, ho aperto l'elenco telefonico ed eccolo là, solo soletto, il "nostro" Diofèbo Sanna.
Non ho assistito alla telefonata perché dovevo ripartire, ma al successivo incontro è stata la prima cosa che gli ho chiesto, anche se si vedeva che Antonio era deluso:

- ...allora? ...come è andata con Diofèbo?
- ...ah, no ...non era lui...
- ...come no?!? ...non mi dica che a Guspini ci sono DUE "Diofèbo Sanna"! Quello con cui ha parlato era giovane? Magari era il nipote al quale hanno dato il nome del nonno...
- ...no, no, non era giovane, era anziano ...mi ha risposto una donna che lo guarda ...QUESTO Diofèbo é cieco, il MIO non era cieco..
- Antonio, sono passati più di 50 anni, magari è diventato cieco DOPO!
- ...non lo so ...comunque non è lui ...gli ho anche detto il mio nome ...dice che non si ricorda di me :/
- ...
- ... se era lui si ricordava di me, no?
- ...certo che si ricordava ...ha ragione lei: di sicuro questo è un altro Diofèbo...

28 gennaio 2010

17

Il letargo dell'artificiere

Lo so che non posto da un sacco di tempo e non vi biasimo se pensate che io sia andata in letargo con Yoghi e Bubu...

In realtà sono qua, sveglissima (si fa per dire;) ), ma completamente assorbita dal lavoro per la squadra di basket (piccolo aggiornamento: 2 settimane fa abbiamo battuto i campioni d'Italia del S. Lucia - wow wow wow!!! - mentre sabato scorso siamo stati battuti dall'arbitro (sic) in quel di Giulianova:x ).

Peraltro, causa appunto "scarsità di tempo", è un secolo che non cucino (il che, PURTROPPO, non significa che non mi nutra: lontana dai fornelli, ma non da piatto e posate, ahimé!), quindi il progetto di riprodurre e documentare le ricette carpite ad Irene (raccolte in una collana dal titolo provvisorio di "Un gocciulìno d'olio, please!";D ) viene rinviato a data da destinarsi.

Allora, solo per salutarvi, ringraziarvi dei messaggi carini che lasciate nel blog nonostante il mio silenzio:* e darvi una prova tangibile della mia esistenza in vita, recupero e posto una ricetta dal mio archivio.
Tanto per ribadire il concetto espresso nel sottotitolo di questo blog ("Periodico di successi gastronomici, insuccessi gastronomici ...così così gastronomici..."), scelgo una ricetta che decisamente non ha fatto ululare di piacere i miei ospiti.
Cioè, non è che proprio fosse cattivo ...era buono, sì ...insomma, "normale".
E' che io nutrivo forse esagerate aspettative sul risultato, anche perché il nome della ricetta ("Esplosivi di zucchine e tonno") stava proprio a sottolineare la bontà "dirompente" del piatto.
E' stata senz'altro colpa mia: Ann@ccì è molto brava ed i commenti sul forum di quelli che hanno riprodotto la "deflagrazione" erano davvero entusiasti.

Devo essere stata io a "disinnescare" questi "esplosivi";D


...comunque sia, visto che non si vive di soli strepitosi successi, ecco a voi gli...

"ESPLOSIVI" DI ZUCCHINE E TONNO


ingredienti per 32–33 involtini:
3 zucchine lunghe (le mie pesavano in tutto poco meno di 1 chilo)
1 scatoletta di tonno da 160 gr
1 uovo
1/2 cipolla
2+2 cucchiai di pan grattato
50 g. di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di olio
3 alici sott'olio
2 cucchiai di capperi
peperoncino

procedimento (foto):
Affettare finemente per il lungo le zucchine (vi direi di usare la "mandolina", se non fosse che io con questo attrezzo finisco sempre per "piallarmi" le impronte digitali, in questo caso mi sono trovata meglio con il "coso" per tagliare a scaglie il parmigiano). Prendere 32–33 fette (le fette centrali più belle) e metteterle da parte.
Sciogliere le alici in una padella con un cucchiaio di olio, unire la cipolla affettata sottilmente ed il peperoncino.
Tagliare a julienne le fette di zucchine meno belle e poi metteterle nella padella.
Far cuocere per 10 minuti e lasciar sfreddare.
Una volta che le zucchine saranno tiepide, unire il tonno e sbriciolarlo con la forchetta. Unire i capperi ed il parmigiano, poi l'uovo e 2 cucchiai di pangrattato. Amalgamare bene.
Stendere le fette di zucchina messe da parte e mettere su un’estremità una pallina di composto. Arrotolare.
Appoggiare gli involtini su una teglia rivestita di carta da forno, avendo cura di adagiarli vicini tra di loro (così non si apriranno) o, se li volete più asciutti, infilzatene 5 o 6 in uno spiedino e metteteli un po’ distanziati. Spolverizzare col pangrattato rimasto, irrorare con un po’ d’olio, salare e pepare.
Cuocere per 20 minuti circa a 200°. Mettere un paio di minuti sotto al grill.
Servire freddi o tiepidi.


Nota: per non buttare delle strisce di zucchine rimaste, ho pensato di farcirle col ripieno che mi era avanzato dalla preparazione dei calamari ripieni ...beh, inaspettatamente ai miei ospiti questa versione è piaciuta di più...

...che dire, senza volere ho creato i "PETARDI" DI ZUCCHINE E CALAMARO!;D

10 dicembre 2009

25

Un pollo drogato

Irene è stata qui.
Irene è la seconda moglie di mio suocero ed il motivo che l'ha portata a stare a casa nostra per 3 settimane non è in effetti dei più piacevoli (non vi ammorbo con le spiegazioni), ma, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, uno degli aspetti positivi di questa sua visita è stato il fatto che ho avuto finalmente l'occasione di carpirle alcune ricette.
Irene è una signora di 78 anni che cucina davvero molto bene ...se si eccettua il particolare che considera l'olio un insaporitore: una pietanza cucinata con poco olio per lei "non ha sapore!", "un giro d'olio" è una quantità che il suo occhio non percepisce, se mi vede condire un'insalata appunto con un generoso giro d'olio, lei mi dice "...ah, ho capito, l'olio ognuno se lo mette DOPO da se!" :)).
Mio marito però odia i piatti "grondanti" grassi. Guarda in fondo al tegame e le chiede "Irene, ma quanto olio hai messo in questa carne?" e lei, con un'aria innocente "...un gocciulìno!". Lui, inclinando impietosamente il tegame, "...macché un gocciolino, sarà mezza bottiglia!" e lei, con un piglio scientifico che manco Piero Angela, "noooo, QUELLI sono gli umori della carne!"

...certo, "umori" oleosi! :D ...ma una volta "scolato" l'olio, la carne è buonissima!

Conosco Irene da circa vent'anni, vi chiederete come mai abbia dovuto aspettare questa occasione per "strapparle" le ricette. Bhe, diciamo che io e lei non siamo sincronizzate sugli stessi orari: Irene, ADORA cucinare all'alba, mentre io, all'alba, ADORO dormire!
Quando siamo da lei, il mio risveglio avviene con un sottofondo di soffritto ed ormai ho fatto l'abitudine a bere il caffelatte al profumo di arrosto...
Ed è del tutto inutile cercare di farsi dare una ricetta in forma orale:
"Buonissime queste zucchine ripiene, come le ha preparate?"
"Ho usato le zucchette e il macinato!"
"(grazie tante!) ...certo, e poi?"
"...le solite cose"
"..tipo? ...c'è del formaggio nel ripieno?"
"Certo!"
"...e che formaggio ha messo?"
"Puoi mettere quello che vuoi!"
"Si, ma LEI che formaggio ha messo in QUESTE?"
"...ah, la "peretta""
"...e poi? ...ha messo anche del parmigiano?"
"...si, quello ci va!"
"...e di "peretta" quanta ne ha messa?"
"...non troppa ...il giusto!"
"...vabbé ...e come le ha preparate?"
"Ho riempito le zucchette col macinato e le ho messe in forno"
"(semplice!) ...ma com'è che c'è odore di fritto in cucina?"
"Perché ho fritto le zucchette"
"...quindi le zucchine vanno fritte prima di essere farcite?"
"Certo, sennò che sapore hanno?"


Di solito abbandono il campo per sfinimento, certa di aver estorto solo la metà degli ingredienti e dei passaggi del procedimento...

Ma ora giocavo in casa! Nonostante la confidenza, Irene a casa mia non si prende la libertà di spignattare in mia assenza, anche perché non sa mai bene dove andare a cercare attrezzi o ingredienti (ed io ovviamente mi guardo bene dal dissolvere questo "alone di mistero"! ;D ), quindi ho avuto l'occasione, più unica che rara, di assistere alla preparazione dei piatti "in diretta", anzi, per esercitare anche un maggiore controllo sulla quantità di olio, le ho proposto un accordo: avrei cucinato io, mentre lei mi dettava "passo passo" cosa fare!

Devo dire che mi sono divertita un sacco! Prima di tutto perché (sadicamente ;D) mi piaceva guardarla quando mettevo la giusta (secondo i MIEI parametri) quantità d'olio: mi guardava a sua volta con un misto di sconforto e di rassegnazione e mi diceva "...ma così NON CUOCE! :/".
Mi trattenevo dal confutare le sue bizzarre teorie sulla cottura del cibo e, per vederle tornare il buonumore, le dicevo "...allora ne mettiamo un altro po'?" e lei rinfrancata "...si, si, un altro gocciulìno!" ;D.
Un'altra fonte inesauribile di divertimento con lei è il suo modo, diciamo "singolare", di parlare. Premetto che io mi diverto con poco, ma per esempio quando per dire che la carne doveva essere aromatizzata mi diceva che andava "drogata" a me veniva da sorridere (lo so che il termine è etimologicamente corretto, ma che colpa ne ho io se il primo significato che mi viene in mente è quello "tossico"? ;) ). Dopo un "bisogna drogare il pollo", "ora il pollo va drogato", "il pollo lo vuoi drogare tu o lo lasci drogare a me?", quando, per accertarsi che io avessi "massaggiato" con l'intingolo aromatizzato tutta la superficie della carne, mi ha chiesto "...il pollo è COMPLETAMENTE DROGATO?" io, pensando al pennuto ormai pronto per la comunità di recupero, non ho resistito più e sono scoppiata a ridere, mentre Irene mi guardava con la faccia di chi si sta domandando se, più che il pollo, ad essere COMPLETAMENTE DROGATA non sia la nuora!

PETTO DI POLLO RIPIENO (ed anche un po' drogato! ;D )

ingredienti:
1 petto di pollo
1 spicchio d'aglio
100 gr di macinato di vitello
1 generoso pizzico di sale
peperoncino
½ panino piccolo raffermo
1 bicchiere di latte
30 gr di parmigiano grattugiato
30-40 gr di "peretta"
1 uovo
olio quanto basta

4-5 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
½ bicchiere d'olio
1 cucchiaino di sale

2 spicchi d'aglio (se si usa la pentola a pressione, lasciarli "in camicia" per evitare che si spappolino - Luxiedda docet! ;D )
acqua calda

Procedimento (foto): tritare rosmarino e salvia e condirli con olio e sale. Lasciar riposare.
Mettere il pane ammollo nel latte (nella foto è 1 panino intero perché io ho preparato una doppia dose di ripieno).

Disossare il petto di pollo e tagliarlo in modo da ottenere un pezzo piatto, più o meno quadrato. Batterlo un po' col batticarne per assottigliarlo.

In una padella scaldare dell'olio con l'aglio tagliato in grossi pezzi, unire la carne macinata e farla rosolare un po' (non deve risultare completamente cotta).
Far sfreddare ed eliminare l'aglio. Salare e condire col peperoncino.
Unire il pane ben strizzato, il formaggio grattugiato, la peretta tagliata a pezzetti piccoli e l'uovo, impastando bene.
Distribuire l'impasto sulla carne, arrotolare e legare con lo spago da cucina.

Massaggiare bene la carne con l'intingolo aromatizzato con salvia e rosmarino (insomma, "drogate" il pollo! ;D ...questo passaggio manca nelle foto perché, rifacendo il piatto senza la "dettatura" di Irene ...me ne sono dimenticata! ;D ...per rimediare, mi sono limitata a versare l'olio aromatizzato sulla carne, dopo averla messa nella pentola).

In un tegame, scaldare dell'olio con 2 spicchi d'aglio, unire il rotolo di carne con tutte le spezie e farlo rosolare su tutti i lati. Unire un po' d'acqua calda e l'eventuale ripieno avanzato.

Far cuocere per circa un'ora sul fornello medio a fiamma bassa, unendo un po' d'acqua calda quando tende ad asciugarsi troppo.

(Questa è la versione di Irene, io questa volta ho preferito usare la pentola a pressione: dopo aver rosolato la carne, ho aggiunto 2 dita d’acqua calda sul fondo e cotto per 15–20 minuti dal fischio.)

Una volta cotto, eliminare la legatura, affettare il rotolo e servirlo cosparso col fondo di cottura ben caldo (dal quale si sarà ovviamente eliminato l'aglio ;) ).


...devo dire che, nonostante fosse un pollo solo LEGGERMENTE drogato ;D , è venuto B U O N I S S I M O!!!!

1 dicembre 2009

17

PEPITE!!!

...ancora "pepite"?!?


Si, ancora, ma sono le ultime: il "giacimento" si è esaurito;D

...e poi queste sono diverse: quelle erano light, queste sono caloriche! (...wow!;) )

Questa ricetta non è una novità, l'ho postata anni fa su cook, ma siccome tutto è perfettibile, ispirandomi ad un passaggio della preparazione delle crocchette di pollo di Cindystar, ho introdotto l'innovazione dello yogurt ed in questa nuova versione ve la ripropongo.

PEPITE DI POLLO ALLE PATATINE FRITTE


ingredienti:
1 petto di pollo
1 pacco di patatine fritte (è meglio usare quelle con la busta trasparente)
1 yogurt naturale

Procedimento (foto): sbriciolare le patatine senza toglierle dalla busta (vi suggerisco di tagliare via un angolino della busta per evitare un'esplosione con conseguente "nevicata" di briciole oleose ;D), usando un batticarne o un mattarello, cercando di ottenere briciole più piccole possibile (ecco il vantaggio della busta trasparente ;) ).
Eliminare osso e cartilagine dal petto di pollo e tagliarlo in pezzi non troppo sottili.
Rigirare alcuni pezzi di pollo in un piatto in cui avrete versato lo yogurt, poi poggiarli su un altro piatto in cui avrete formato uno strato di briciole di patatine. Ricoprire con altre briciole e smuovere il piatto perché le briciole aderiscano anche sui lati.
Quando i pezzi di pollo saranno interamente rivestiti di patatine sbriciolate, prelevateli uno alla volta con i rebbi di una forchetta e depositateli delicatamente sulla placca del forno rivestita di cartaforno o alluminio.
Procedere nello stesso modo con gli altri pezzi di pollo, quindi infornare in forno caldo a 200° per circa 20 minuti (se le patatine tendessero a scurire troppo velocemente, abbassare un po' la temperatura o coprire con un foglio di alluminio.

NON salare. Servire calde con del semplice ketchup...

...o del wasabi
(se siete temerari! ;D )

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