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21 marzo 2015

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Pane carasau (o "pistoccu") cotto nel forno di casa

Il testo che segue è un "reperto archeologico", visto che è la versione integrale di un post che avevo scritto nel 2006 (!!!) su Cookaround e poi rielaborato (...diciamo"scarnificato";) quando ho lasciato quel forum, ma data la faticaccia che mi era costata fare (...e fotografare ...e descrivere) il "pistoccu" mi sembra giusto trovare un po' di spazio anche sul mio blog a questa versione ogliastrina del "pane carasau" ...

Pistoccu cotto nel forno di casa


Pane carasau fatto nel forno di casa = mission impossible?

Vi dimostrerò il contrario! ...o meglio, come per la pizza, il pane carasau (o “pistoccu”) fatto nel forno elettrico è ...un parente più o meno lontano dell’originale fatto nel forno a legna, però se ci si vuole togliere lo sfizio di provare a farlo… premetto che mi azzardo a farlo solo ora che mi sono comprata la piastra refrattaria e che per il riscaldamento di questa e del forno mi sono attenuta ai suggerimenti presenti nella discussione sulla pizza napoletana.

Ingredienti: 
1 kg di semola rimacinata  (in realtà si dovrebbe usare una miscela di semola e semolato in percentuali che non conosco, nei mulini sardi basta andare al mulino, chiedere della "farina per pane carasau" e te la preparano, ma in alternativa va bene anche la sola semola rimacinata) 
altri 200/300 gr della stessa farina per lavorare le sfoglie 
1 gr/ 1,5 gr di lievito di birra 
20 gr di sale 
500/600 gr d’acqua 

Procedimento (foto): mettere la farina in una grande ciotola, unire il lievito sciolto in poca acqua, versare a poco a poco l’acqua tiepida, impastare gli ingredienti come per una pizza, unire il sale (la mia “maestra” il sale lo scioglie nell’acqua che usa per impastare, lei va ad occhio e poi assaggia l’acqua, ma siccome io mi fido più della bilancia che delle mie papille gustative il sale lo peso e lo metto tutto in una volta). 

Trasferire la massa sulla spianatoia e lavorarla sino ad ottenere un impasto liscio (non si deve più sentire la “sabbia”) ed elastico… (20 minuti – ½ ora). 

Formare un cilindro con l’impasto, tagliarlo in pezzi (io ne ho fatto 8 ma possono essere di più o di meno a seconda di quanto si vogliono fare grandi e spessi i dischi… l’importante è che i pezzi siano il più possibile uguali), ricavarne delle pagnotte e metterle in un contenitore al caldo coprendole per evitare che la pasta si secchi in superficie. 
Pistoccu cotto nel forno di casa

SENZA FARLE LIEVITARE (è importante: non devono esserci bollicine sennò le sfoglie non risulteranno lisce e omogenee come devono essere) riprendere le pagnotte una ad una e lavorandole col matterello ricavare dei dischi più o meno sottili, ma di spessore uniforme, e di forma circolare, il più possibile regolare. 

SPIEGAZIONE DOVEROSA: il pane carasau viene fatto più o meno sottile a seconda dell’uso: è più spesso quello che deve accompagnare portate di carne o che si intende bagnare, più fine quello che accompagna piatti meno sostanziosi, finissimo quello da “sgranocchiare”. Ovviamente farlo più sottile richiede più tempo, condizioni di lievitazione e cottura ottimali e… un’esperienza che in pochi hanno (manco a dirlo io non sono tra questi), ma il pane carasau più grosso non è da disprezzare, anzi, in commercio se ne trova di così grosso che ci si rischia di spezzare un dente eppure… va a ruba! …io (OVVIAMENTE) farò un pane carasau NON TROPPO SOTTILE, più facile da lavorare e con maggiori garanzie di riuscita…

Disporre i dischi via via che si ottengono tra strati di strofinacci di cotone ben infarinati (infarinare anche il lato superiore del disco prima di coprire), avvolgere il tutto prima con un panno di lana (o una coperta), poi con un telo di plastica (o infilare il tutto in una busta di plastica molto grande) e lasciar lievitare per 1 o 2 ore (dipende dalla stagione o comunque dalla temperatura della stanza). Nel maneggiare i dischi di pasta, in tutte le fasi, evitare di tirare la pasta o deformarla con le dita, per spostarli dalla spianatoia al telo, o poi dal telo alla pala (o qualsiasi cosa di arrangiato si usi per infornare) rovesciarli prima sul dorso di una mano e poi farci scivolare sotto il dorso dell’altra mano… non so come spiegarlo… 

Intanto scaldare il forno e la lastra refrattaria alla temperatura massima (io l’ho fatto scaldare per 45 minuti con la lastra in alto, poi ho acceso il grill e dopo una decina di minuti ho spostato la lastra nel penultimo ripiano perché le sfoglie avessero lo spazio sufficiente per gonfiarsi senza toccare la resistenza superiore), quindi infornare i dischi uno alla volta e sperare che si gonfino come palloni! (...scusate la semola bruciata sulla piastra ...ma non volevo dover cambiare il mio nickname in "Muzio"...aspetterò che il forno si freddi per le pulizie...) 
Pistoccu cotto nel forno di casa

Se questo succede vuol dire che siete stati bravi e che avete ottenuto una lievitazione perfetta e allora, orgogliosi, appena la sfoglia si è gonfiata toglietela dal forno e (attenti agli sbuffi roventi di vapore) mentre il “pallone” è ancora caldo spaccatelo in due con un coltello (un po’ come fareste con un panino per imbottirlo), sovrapponete le due sfoglie ottenute su un vassoio, con la parte ruvida verso l’alto, coprite con un telo, poi mettete sopra un altro vassoio e dei pesi per schiacciarle. 

Infornate gli altri dischi di pasta e procedete nello stesso modo. 

Lasciate che le sfoglie messe sotto i pesi si freddino (resteranno comunque morbide), poi infilatele una alla volta sotto il grill (ormai la lastra refrattaria non serve più) e biscottatele facendole dorare a piacimento. Avete fatto il pane carasau! Bravi! 

Pistoccu cotto nel forno di casa

…se invece (come è capitato a me) la lievitazione non sarà stata perfetta, le sfoglie una volta messe in forno non si gonfieranno come dovrebbero… bhe, voi non scoraggiatevi… potete ancora ottenere un pane carasau “presentabile”… magari non in una tavolata di sardi abituati al pane fatto in casa da generazioni, ma a dei “continentali” di sicuro! 

..allora… fate attenzione… siete davanti al forno e guardate la sfoglia cuocere.. cominciano a formarsi delle bolle sulla superficie che diventano sempre più grosse… che si uniscono tra di loro e si sollevano e poi …BASTA… ecco, APPENA vedete che la sfoglia non si gonfia più (…maledicetela col pensiero e) toglietela subito dal forno. 

Mentre è calda, con l’aiuto del coltello tagliate i bordi nei punti in cui la sfoglia si è gonfiata e …tirate le due sfoglie per separarle. È più complicato, ma non è impossibile, a patto che non si sia lasciata troppo in forno o che non la si lasci freddare. Impilate le sfoglie e una volta fredde biscottatele come spiegato sopra… facendo finta di niente! 
Pistoccu cotto nel forno di casa


...sono sfinita ...ma non so se mi ha stancato di più FARE il pane o RACCONTARLO...

27 marzo 2008

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Meglio non esagerare con le uova...

...tranquilli, nessun allarme colesterolo;)

...nel post precedente ho detto che ho smesso di sniffare i pistacchi e, per associazione d'idee, mi è venuto in mente questo episodio accaduto qualche mese fa e che ho già avuto modo di raccontare su Cook (...quando c'è modo di fare una brillante figura di m.. "coram populo" non me la lascio scappare;)) in un thread sui "disastri" domestici, ma chi più dei "miei piccoli lettori":* ha diritto di sapere di quali prodezze io sia capace in cucina? (...e non solo:/)

se fate il club io voglio la tessera per la sezione "usi impropri del microonde" (...anche se decine di mutande rosa di mio marito testimoniano che anche con la lavatrice so fare i miei bei danni)... premetto che SO BENISSIMO che cuocere le uova nel microonde è pericoloso, ma evidentemente avevo il cervello chiuso per ferie quel giorno lì: mi è avanzato un tuorlo dalla preparazione di un dolce e non sapevo bene che farne ...pensa che ti ripensa mi viene un lampo di genio ...lo vedevo bello rotondo nel fondo del bicchiere e mi son detta "...se aggiungo dell'acqua per farlo "galleggiare" e lo metto nel micro otterrò una sfera perfetta! " ...non chiedetemi perchè quest'idea della sfera di tuorlo (tale e quale a quella che si ottiene con un banale uovo sodo) mi entusiasmasse tanto ...boh ...comunque, detto fatto: metto nel micro a bassa potenza (un neurone che lavorava c'era) ed ottengo questa sfera arancione ...dato che di sicuro non potevo presentarla come una portata del pranzo, ho pensato di mangiarmi subito la mia creazione: ho portato la sfera alla bocca, ho fatto per mordere e ...PAM! ...appena ho scalfito la superficie con gli incisivi è esplosa 'sta bomba! ...il vapore mi ha scottato l'interno della bocca e del labbro superiore ...frammenti di tuorlo sodo si sono depositati sulla frangetta, sulle ciglia e sulle sopracciglia e soprattutto, dato che per lo spavento ho inspirato profondamente, avevo le narici PIENE DI TUORLO! ...appena realizzato cosa avessi fatto e sollevata per aver chiuso gli occhi istintivamente, ho cominciato a ridere come una cretina e mi sono girata verso mio marito che ancora chiedeva "cos'è stato? " riferito al botto ...avreste dovuto vedere la sua faccia perplessa che mi guardava chiedendosi perchè mai mi fossi completamente tappata le narici col tuorlo sodo! :D

19 marzo 2008

5

Diario segreto

...un anno fa, per motivi che ormai sono arcinoti anche a voi, mi sono iscritta a "Dietaround", quello che segue è il post col quale aprivo il mio "diario alimentare" ed iniziavo la mia dieta (...con i risultati che evidenzia il ticker a fondo pagina:/)

boh ...il diario ce l'avete tutte ...e io? ..'ta soe, burda? (colorita espressione sarda che non traduco ...per motivi di opportunità) ...la verità è che l'idea stessa del diario non si concilia con la mia totale, assoluta, conclamata mancanza di costanza ...vedrete che lo comincio ...ci scrivo 2 giorni ...poi il 3° lo salto, il 4° scrivo una riga, tanto per dire che non ho smesso al 3° giorno ...il 5° decido che scriverò solo nei giorni pari ...il 6° (giorno pari) cambio idea e decido di scrivere nei giorni dispari ...il 7° "...mia nonna era malata" ...l'8° "...ho perso il quaderno" ecc.. ecc..

...tanto mi conosco ..ne avrò cominciato una decina di diari ...intendo di quelli "personali" ..."diario segreto" lo chiamavamo da piccole ..."segreto" un accidente ...eravamo (siamo;)) 4 fratelli, uno più ficcanaso dell'altro ...sapevo benissimo che, a meno di ricavarmi una tasca nella pancia (tipo canguro...) dove riporlo, il mio diario segreto sarebbe rimasto tale solo sino alla mia prima assenza, anche breve ...tipo per andare in bagno ...i miei fratelli si sarebbero coalizzati (già li immaginavo: uno fa il palo, uno perquisisce la mia camera e l'altro fa rumore in un'altra stanza per non insospettirmi) per documentarsi sui miei segreti... in effetti partendo da questa certezza, ho sempre evitato di scrivere anche solo mezzo segreto in quei diari ...a pensarci bene erano un'ammasso di balle che scrivevo solo per dare false piste a quegli impiccioni ...riflessioni personali manco l'ombra ...quindi non è del tutto incomprensibile che dopo un po' mi passasse l'entusiasmo per quel passatempo e rinunciassi a diventare una novella Anna Frank...

...per onestà devo dire che la violazione del segreto ...istruttorio era una cosa che praticavo anch'io, senza troppi sensi di colpa ...la mia sorella maggiore (...che di segreti ne doveva avere parecchi ...e tutti interessantissimi per me che avevo 6 anni di meno) un periodo aveva preso a chiudersi in camera per scrivere sul suo diario ...che aveva il lucchetto!! (...malfidata!) ...in realtà la copertina non era proprio rigida rigida e sollevandola un po' si riusciva a sbirciare il contenuto (...non che io ci abbia provato ...faccio solo ipotesi;)) ...ma quell'agente segreto in miniatura non aveva addirittura scritto il suo diario IN CODICE?!? ...e chi sei? james bond! ...io la gente così diffidente non la capisco...

...vabbè ...questo era il passato ...in questo diario prometto solennemente di non scrivere balle tanto per darmi tono... solo la verità ...tutta la verità, nient'altro che la verità ..ma niente segreti, almeno finchè non escogiterò come mettere il lucchetto o elaborerò un codice segreto e scriverò cose tipo: "#*Þ¢ θə*жə¢..."

dopo questa divagazione, vi racconto un po' del mio rapporto col cibo...

da bambina ero scheletrica ...sorelle paffute e belline ..io uno sgorbio magro magro (...da cui nomignoli tipo "Annuccia cannuccia":\ ) ...da adolescente, quando ho cominciato a ...crescere, nonostante avessi un peso perfettamente normale, ho cominciato a pensare di essere GRASSA ed ho iniziato diete dissennate nel tentativo di tornare "Annuccia cannuccia"... ovviamente le diete erano alternate a periodi in cui mi scofanavo qualsiasi cosa fosse appena appena commestibile ...insomma, se non mi hanno diagnosticato una bulimia è solo perchè a quei tempi ancora non esisteva la definizione ...risultato: nel giro di pochi mesi ho messo su quasi 20 chili ...a quel punto la dieta la dovevo fare davvero, ho provato con le diete date dal medico, la weight watchers, diete alla moda (all'epoca c'era la "scarsdale":/) ...niente! ...per mia fortuna poi nell'arco di poco tempo, la scheggia che mi si era mossa nel cervello è tornata a posto e, senza fare niente di particolare, sono dimagrita con la stessa facilità con cui ero ingrassata... da allora (cioè da più di 20 anni) il mio peso si è stabilizzato intorno ai 52 chili ...senza perdere la simpatica abitudine a scofanarmi le cose ...di tanto in tanto, ma il "segreto" era proprio quello: mangiare senza sensi di colpa quello che mi andava, ma nei giorni seguenti, pur senza fare una dieta, limitarmi un po', per "ammortizzare" l'eccesso... questa favola è durata sino all'estate scorsa ...quando, non tanto ho scoperto un forum di cucina in cui si vedono e si imparano cose splendide;), ma piuttosto ho perso la capacità di ...darmi una regolata:\ ...da questa estate ho cominciato a cucinare tantissimo e, purtroppo, a mangiare con lo stesso ritmo... e, visto che il metabolismo a 43 anni non fa sconti, ad ingrassare in modo direttamente proporzionale... 5 chili in 5 mesi:O ...non ci vuole Einstein per capire che in 12 mesi sarebbero stati 12 chili, in 24 mesi 24 chili ecc...
...panico! ho deciso che non potevo continuare a questo ritmo... ed eccomi qua ...dopo un mese di dieta forse fin troppo stretta ho perso 2 chili e mezzo e poi ...mi sono inchiodata:\ sono 2 settimane che non perdo manco un carato ...e la forza di volontà comincia a vacillare ...e una macchina per il pane nuova nuova è entrata nella mia vita (Vallì, hai ragione ...sono masochista:'-( )...raga, non dico che veda nero ...ma grigio scuro, si...

21 gennaio 2008

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La Pandoreide

Ho postato “la pandoreide” su Cookaround più o meno un anno fa, racconta la tragicomica realizzazione del mio primo (ed ultimo) pandoro ...mi ero lasciata contagiare dall’entusiasmante sequela di trionfi in questa materia sul forum: venivano postati pandori “home made” davvero spettacolari, proprio uguali uguali a quelli che si comprano al supermercato ...talvolta COSÌ uguali da destare qualche sospetto (...evidentemente l’invidia ed il sospetto sono 2 facce della stessa medaglia...). Mi sembra doveroso riportare qui la descrizione di questa mia impresa perchè mi descrive benissimo. Se quello che ho già scritto o lo stesso sottotitolo del blog non lo chiarissero abbastanza, lo ribadisco: sono una “cuoca” goffa! Niente a che vedere con l’immagine che si può avere (o almeno che IO avrei) di una persona che ha l’ardire di aprire un blog di cucina: ci si potrebbe aspettare una persona sicura di se e di quello che otterrà quando si mette ai fornelli. Io non sono affatto così, non so mai bene se quello che mi accingo a preparare sarà all’altezza delle aspettative e degli sforzi, mi cimento con l’entusiasmo dell’incoscienza e poi ...sono tremendamente distratta: più di una volta un'avvincente conversazione telefonica o una puntata inspiegabilmente inedita della "signora in giallo" hanno (letteralmente) mandato in fumo i miei sforzi e può capitare che gli amici invitati in pompa magna si ritrovino a mangiare una pizza da asporto immersi in una sospetta nebbiolina dall’inequivocabile odore di arrosto bruciato...

...cose che capitano! ...a me:-\


LA PANDOREIDE
...ovvero l’epico tentativo di fare un pandoro ...avvenuto in realtà prima di capodanno, ma non ho avuto il tempo di raccontarvi quest’odissea sino ad ora ...beccatevi la cronaca ...differita!


Capitolo 1°: il 1° giorno (..si, si ...non stupitevi...)
Mi alzo di buonora (...buon’ora? bho!) ...insomma, mi alzo PRESTO (...verso le 9) e vado subito in cucina con l’idea di cominciare presto e finire presto (ricordate la pubblicità con la signora Luisa? che cominciava presto, finiva presto ...e di solito non puliva ...no, non lo dico ...in un forum di cucina è meglio non parlare di queste cose...).
Il burro è già fuori dal frigo da un’ora (ci ha pensato mio marito, che si alza sempre di buon...quella roba lì...), io rileggo per l’ennesima volta la ricetta di Marble che ho stampato e... DUBBIO! tra gli ingredienti totali Marble parla di 4 uova, ma poi nel lievitino dice di mettere “1 tuorlo” ...e l’albume? scorro il resto della ricetta alla ricerca dell’albume scomparso, ma ...niente! ..1 uovo ...2 uova, totale: 1 tuorlo + 3 uova ...di albumi “sciolti” manco l’ombra... che faccio? ‘sto albume non va usato o il “tuorlo” è un refuso per “uovo”. chiamo Nani, che il pandoro l’ha fatto, ma ...non si ricorda ...guardo sul forum, nel thread di Marble nessuno le chiede notizie dell’albume ...guardo la ricetta di Aidil, versione per il bimby della ricetta di Marble, ci sono le stesse 4 uova iniziali e poi la stessa sparizione di 1 albume ...e anche lì nessuno pone domande al riguardo (...penserete che SOLO IO mi creo dei problemi inesistenti ...è vero!)... è passata un'ora ...decido di fregarmene di ‘sto albume solitario ed andare avanti ...peso gli ingredienti (...ho letto lamentele sul forum riguardo al fatto che il risultato finale è poco dolce, quindi decido di mettere 50 gr di zucchero in più ...ritenendo che il MIO pandoro sarà una delle tappe finali verso il raggiungimento del “Pandoro Perfetto”) ...prendo il panetto di lievito dal frigo e ...SORPRESA! è ammuffito! faccio mentalmente il calcolo di quando l’ho comprato ...non mi viene in mente (...Nani è stata qui ...la sua svampitaggine ci mette un po’ ad “evaporare”) ...stavolta non perdo tempo: butto il panetto traditore e ne vado a prendere uno in freezer evitando di star lì a pormi inutili domande su quanto tempo ci avrà passato là dentro, al freddo e al gelo ...faccio il lievitino e metto in luogo tiepido, incrocio le dita (nella ricetta questo passaggio delle dita incrociate non c’è ...è una mia innovazione!) e aspetto. un’ora dopo, con aria indifferente, guardo la ciotola ...ribolle! (=lievita che è un piacere) ...ringrazio mentalmente l’inventore del freezer e procedo al 1° impasto... squilla il telefono: è la mia amica Eva (Evita!), tornata da Londra dove vive da qualche anno, che mi chiede quando possiamo vederci per una chiacchierata ...con annessa cioccolata calda ...sincronizziamo gli impegni e decidiamo per il 2 ...nel frattempo, io, ritenendo che la capacità di Nani di fare 10 cose contemporaneamente non sia ancora evaporata da casa mia, al pari della sua svampitaggine, con una mano tengo il telefono e con 1 neurone mi accordo con Evita, con l’altra mano e l’altro neurone residuo procedo all’impasto... quando finisco la telefonata, mi concentro sull’impasto con entrambe le mani, ma evidentemente uno dei 2 neuroni è rimasto a pensare ai fatti suoi ...perché ad impasto finito e messo a lievitare mi sono accorta di non averci messo lo zucchero!!!! acc... “sarà una cosa grave?” mi chiedo... “no” mi rispondo “lo aggiungerò al 2° impasto” e così faccio, solo che, non so se per via dello zucchero in più, il 2° impasto è collosissimo ...altro che sbatterlo sulla spianatoia... se lo lanciassi sul soffitto si incollerebbe come una plafoniera! lo “scollo” in qualche modo dalle dita e metto tutto nell’impastatrice ...ma la situazione non accenna a migliorare... il recipiente è “foderato” di impasto! lo “ammasso” col cucchiaio e lo metto in una ciotola a lievitare e poi in frigo, ma dopo un’ora al tatto non mi sembra una materia che si possa stendere sulla spianatoia ...a meno di non usare una spatola... cospargo ABBONDANTEMENTE il piano di farina, ci faccio cadere in qualche modo ‘sta colla, ricopro con altra GENEROSA farina e appiattisco un po’ col matterello... metto sull’”altipiano” il burro tagliato a fettine (...ma quanto freddo ci sarà a dicembre? il burro stava fuori da ore ed ore ed era ancora bello compatto! mah...), richiudo malamente, faccio una sfogliatura e metto in frigo ...procedo così per le altre 2 sfogliature richieste, ma il burro è ancora praticamente com’era quando ho fatto la 1ª sfogliatura... decido di proseguire con le sfogliature ...ad oltranza e ne perdo il conto ...mi sa che ne ho fatto 7-8 prima di ottenere qualcosa che assomigliasse alla foto dell’impasto di Marble dopo la 3° riposo... si è fatto tardi ...sono stanca e decido di mettere l’impasto nello stampo unto (non troppo ...visto le lamentele sul forum riguardo al sapore troppo forte di burro sulla superficie) e di fargli passare una notte al fresco (frigo ...non galera ..anche se se la sarebbe meritata un po’ di gattabuia!). in qualche post avevo letto di qualcuno che l’aveva lasciato in frigo a lievitare tutta la notte ed il giorno dopo lo aveva ritrovato lievitato al punto giusto ed avevo deciso che questo sarebbe stato anche il mio destino....


Capitolo 2°: il 2° giorno
Mio marito si alza (di buon’ora...) sento che apre la porta di cucina... mi aspetto di sentirlo gridare “ehi...qualcosa mi impedisce di aprire la porta di cucina!” “è la STREPITOSA lievitazione del mio pandoro” l’avrei tranquillizzato io ...invece, niente grida ...”forse quando aprirà il frigo” penso... cigolio della portina del frigo, urla zero... “com’è il pandoro?” urlo io... “ora guardo” dice lui (“brutto segno” penso io “..se deve guardare DENTRO!”) “UN PO’ è cresciuto...” mi dice “UN PO’ ...come UN PO’?” ...mi alzo e vado a vedere il galeotto (cioè il pandoro che è stato al fresco ...non mio marito ...lui ha la fedina penale pulita ...mi risulta) ...macchè un po’... non è cresciuto PER NIENTE ..è sempre lì, raggomitolato sul fondo dello stampo... sono indecisa tra il forno e la spazzatura, poi decido di dargli un’altra possibilità ...accendo il forno per 1 minuto e ce lo metto dentro ...sarà intirizzito... con un po’ di tepore...
per tutta la mattina non accenna a crescere ...poi un tiiiiiiiiiiiiiiimido accenno di lievitazione (aleluja!) ...vi risparmio tutta la cronaca del 2° giorno ...alle 11 di sera era ancora 2 dita sotto il bordo! lo lascio nel forno tutta la notte ...con l’abatjour (la lucina del forno) spenta! ...per punizione! “domani vedi di farti trovare con uno sbuffo come si deve” gli dico...


Capitolo 3°: il 3° giorno (...secondo le scritture)
Mio marito si alza (...sempre lui ...il mattiniero) ...niente urla ...mi alzo anch’io ...guardo il forno ...sembra la fotografia di com’era ieri ...identico! non un millimetro di più non uno di meno (fìuuuuuu ...durante la notte mi era venuto in mente che potesse afflosciarsi ...il bastardo)
accendo il forno a 170° e quando è caldo ci metto lo stampo ...e sto lì a controllare se per caso lievita ...in effetti cresce ..un po' ..se lo guardo ...di profilo intravedo la sommità del pandoro che spunta appena dallo stampo... è già qualcosa, ma le speranze di vedergli fare, almeno col calore del forno, uno sbuffo in grazia di dio naufragano... abbasso la temperatura a 160° ...passano i 20 minuti di cottura ...ne aspetto altri 5 ...nelle orecchie ho la voce di mia zia che da bambina mi diceva “MAI aprire il forno prima di mezzora!” ...”vabbè” mi dico “per 5 minuti...” apro il forno per verificare la cottura con lo stecchino e quello ...plofff ...si affloscia al centro “cretinooo, lo sbuffo lo dovevi fare in fuori ...non in dentro!!” gli dico ...nelle orecchie ho la voce di mia zia che mi dice “...eh!” che vuol dire “...te l’avevo detto!” ...per giunta lo stecchino viene fuori “foderato” di impasto ...per forza ...25 minuti a questa temperatura “latti latti” (=tiepidina, in sardo)... ovvio che non sarebbe stato cotto ...lo lascio cuocere altri 10 minuti ...poi altri 10 ...poi perdo il conto ...quando lo stecchino esce asciutto mi sa che è passata quasi un’ora!
Lascio sfreddare un po’ ...”così si sforma meglio” penso, nella mia ingenuità ...perchè dopo quello che mi ha fatto tribolare per prepararlo, chissà perchè mi aspettavo che fosse docile al momento di uscire dallo stampo ...invece ...dopo 3 giorni di permanenza là dentro evidentemente si era affezionato... infatti, quando ho girato lo stampo ...ne è venuto fuori ...metà! ...e così spaccato in 2 ha rivelato peraltro una “deliziosa” voragine interna!! ..il colore dell’interno poi ...non era mica chiaro chiaro come il tipico “Pandoro di Verona” ...parecchio più scuro ...un tipico “pandoro di ...Addis Abeba” ...comunque, l’ho ricomposto e “innevato” con lo zucchero per la foto di rito... eccolo qua in tutto il suo splendore...
vabbé ...è un po’ nanerottolo, ma tutto sommato l'esterno era passabile... la vera "magagna" era al centro...
(mio marito ha detto "bello! ...sembra fatto apposta! ...perchè non lo riempi di gelato? ", gli ho detto "ottima idea ...il gelato lo vai a comprare tu al supermercato? " e lui "...ma devo dire che quella tua idea col cioccolato mi sembra MOOOLTO più buona!")

...e questa era la parte che voleva più bene allo stampo che a me......insomma volevo fare “il pandoro delle sorelle SIMILI” ed invece ho fatto “una cosa SIMILE al pandoro” (mica tanto...) ...ma siccome a casa mia non si butta via nulla, soprattutto se ha dentro dello zucchero ...e se mi è costato 3 (TRE!!!) giorni di lavoro, l’ho presentato comunque come dolce “clou” del cenone ...con un piccolo “escamotage” che lo rendeva un po’ più presentabile: l’ho tagliato a fette e poi ogni fetta l’ho tagliata trasversalmente in fettine, ricavando tante piccole losanghe, alcune di queste losanghe le ho parzialmente immerse nel cioccolato bianco fuso, le altre nel cioccolato al latte... sarà che conosco i miei polli (in famiglia c’è un tasso di resistenza al cioccolato molto molto basso...), ma sono sparite anche le briciole!

PS: a voler vedere il bicchiere (un doppio whiskey ...per dimenticare!) mezzo pieno devo dire che il sapore era buono ...dolce il giusto e non troppo forte il gusto del burro sulla superficie (...già ...SOPRATTUTTO sulla superficie ...grrrrrrr)

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Le pagine mancanti

Da più di un anno e mezzo praticamente "vivo" in un forum di cucina (Cookaround) dove, oltre a postare i risultati (alterni) delle mie fatiche culinarie, data la mia irrefrenabile logorrea, ho anche raccontato molto di me e della mia famiglia. Diciamo che quelle pagine erano il primo "sintomo" dell'esigenza di aprire un diario pubblico come questo (...dovevate sopprimermi allora!;-)), quindi mi sembra giusto inserire qui quelle che altrimenti sarebbero "pagine mancanti" del mio blog.

Lo so che suona molto autoreferenziale e che denuncia tutto il mio autocompiacimento nello scrivere (mea culpa) ma diciamo che lo faccio prima di tutto per una questione di ordine (ho un forte bisogno di creare ordine intorno a me ...soprattutto quando il "creare ordine" si riduce ad un lavoro di "copia-incolla" ...stranamente questa esigenza di ordine si affievolisce sino a scomparire del tutto quando è richiesto uno sforzo di tipo fisico, come può testimoniare il mio armadio, in perenne attesa della conclusione del periodico "cambio di stagione" ...ma questa non del tutto è colpa mia ...in buona parte è colpa delle stagioni, che davvero non sono più le stesse: sono MOLTO più veloci di prima!)

...divagazioni a parte, credo sia giusto che quelle pagine stiano anche nel mio blog, perciò creo la sezione "spigolature" dove raccoglierò poco alla volta (nessuna fretta ...ho ancora da completare il "cambio di stagione";-)) "memorabilia";-) postate a suo tempo su Cook...

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